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MUSICA PER TUTTI

MUSICA PER TUTTI

 
Raccolta di saggi critici a cura di Mariangela Ungaro dedicati al modo di comunicare più autentico e speculare dell’umanità, la musica.
Attraverso lo studio, l’analisi e la conoscenza approfondita della musica in vari periodi storici, si è cercato di capire in che modo il linguaggio musicale abbia attinto i suoi vocaboli atavici già insiti nell’essere umano in quanto tale, e come ci si rapporti a seconda del contesto storico ed emozionale in cui va ad operare, non semplicemente come sovrastruttura.
Un viaggio sonoro che parte dalla musica dell’antichità, passa attraverso la sinfonia a programma e approda alla musica per cinema, dal brano solistico alle ultime frange radicali della composizione colta contemporanea.
Un umile contributo allo studio della comunicazione non verbale in genere e del linguaggio musicale nel particolare, una raccolta che sarà lieta di fornire spunti, riflessioni, critiche, domande, utili a chi insegna la musica oggi, a qualsiasi livello, o ne è semplicemente un fruitore appassionato.
 

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inizia a leggere on line gratuitamente qui: MUSICA PER TUTTI – Mariangela Ungaro

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Un libro indispensabile in ogni biblioteca per capire la musica di ogni tipo.

di Franco Brugnola 18 novembre 2015

Per me che ho sempre amato la musica classica (ma non solo) e che sin da studente andavo all’Auditorium del Foro Italico a Roma a sentire i concerti si Sawallish per poi passare ai concerti di via della Conciliazione ed infine al nuovo Auditorium di Roma pur non sapendo suonare alcuno strumento, questo libro scoperto da poco mi ha aperto un nuovo modo per capire la musica. Dal bellissimo incipit a come si scrive la musica, gli strumenti. Bellissime descrizioni dei pochi pezzi, ma ben scelti che l’autrice ci ha descritto con maestria di insegnante abituata a spiegare a scuola (finché sarà possibile) i fondamenti della nostra cultura. Ho ritrovato l’amato Mahler e le musiche da film. Leggerò e rileggerò queste pagine che mi hanno spinto comunque ad approfondire

MUSIC FOR/FROM SPACE. Sky from I.S.S. – Musiche inedite di Mariangela Ungaro.

Mi sono sempre chiesta che espressioni facciano le persone quando ascoltano la mia musica, volontariamente o meno.
La musica non è del compositore, viene dal “mondo altro”, il compositore ne assembla solo i relitti,
secondo il suo discutibile gusto.
Immagini tratte dai filmati della Iss on Live, Stazione spaziale internazionale che ci mostra il cielo sopra la Terra sorvolando il Pacifico tra Giappone e California.
Musiche inedite di Mariangela Ungaro.

MUSIC FROM SPACE

Pubblicata la raccolta di articoli e recensioni a cura di Mariangela Ungaro

“ARTICOLI E RECENSIONI”

LIBRO ON LINE

Una breve raccolta di articoli di Mariangela Ungaro sostanzialmente dedicati al mondo musicale dei nostri giorni, alle sue contraddizioni, alla sua bellezza. Tra memorie e riflessioni, l’autrice è diretta, coerente e probabilmente poco diplomatica, che descriva un’esperienza o ne tragga delle conclusioni. Seguono due recensioni per due autori italiani emergenti.

LA NUOVA BIBLIOTECA DI AUTORI EMERGENTI

LA NUOVA BIBLIOTECA DI EMERGENTI

Apre la nuova biblioteca gratuita che cerca libri di autori ed autrici emergenti.

Se hai scritto nella tua vita, noi siamo pronti ad accoglierti.

Per info dettagliate scrivere a mariangelaungaro@gmail.com

Oggetto: la Biblioteca di Emergenti.

Vi aspettiamo!

Mi chiamo Mariangela Ungaro e sono la direttrice artistica di Stardust Poetry, servizi per scrittori.
http://www.stardustgroup.it/poetry.html

La biblioteca di emergenti è una mia idea relativa al grande sogno di una mia amica, Paola Chifari, che sta morendo purtroppo, ma prima di andarsene, lei che è grande amante della Letteratura, sta raccogliendo in una biblioteca tutti i libri che i donatori vorranno inviarle. La cosa è assolutamente “easy”, è solo il sogno di una ragazza in fin di vita con un grande sogno.

Ecco il messaggio di Paola:

IL GRANDE SOGNO DI PAOLA: una biblioteca.
Paola Chifari amante dei libri forever sogno di una biblioteca personale
Cari amici e care amiche,
ci tengo a ricordarvi quanto è importante x me il vostro prezioso contributo : grazie a voi poi potrò realizzare il mio grande desiderio! Ho bisogno di amici e donatori volenterosi a aiutarmi a realizzarlo; non sono solo parole ma x me ha un valore speciale ! Per me non è solo un semplice gesto o un semplice dono ricevere i vostri libri, ma x me è e sarà PER SEMPRE la mia felicità finché sarò poi pronta a spiccare il volo !

Grazie davvero di cuore a chi mi capisce ma soprattutto a chi mi donerà parte dei vostri preziosi libri e della vostra vita.
Vi voglio bene !
Paola Chifari

La raccolta di volume di autori emergenti vuole anche essere una vetrina assolutamente gratuita per voi, così esiste un luogo dove sono raccolti i libri di autori contemporanei.
Se la cosa può essere di vostro gradimento, potete donare una copia dei vostri lavori a Paola Chifari.
L’indirizzo per scrivere a Paola è

PAOLA CHIFARI
VIA FRANCESCO BARACCA 130
90136 PALERMO BAIDA

E’ possibile visionare la pagina facebook di Paola qui:
https://www.facebook.com/Paola-chifari-amante-dei-libri-forever-sogno-di-una-biblioteca-personale-714672315327746/timeline/

Grazie di tutto e buona giornata.
Mariangela Ungaro

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  SALE PROVA PER PIANISTI, STRUMENTISTI E CANTANTI
 
 
Sala 1  di 40 mq utilizzabile per concerti, saggi, conferenze,


con acustica dalla caratteristica brillante, adatta anche a prove e riprese di ensemble orchestrali, band, cameristi e solisti.

 
 
 

Sala 2 di 7 mq-anecoica utilizzabile anche per riprese radiofoniche, doppiaggi, speakeraggi.

 
 
 
 

Sala 3 di 7 mq-riflettente

con pianoforte Schulze-Pollmann

 
 
 
 
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via Reinach, 7
Milano

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CANTANTI E BASI MUSICALI

PER I NUOVI TALENTI

CHE SI PROPONGONO ALLE NUOVE SELEZIONI

DI XFACTOR 2015.

Xfactor è nostro partner.

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INFO E PRENOTAZIONI: 

Stardust Artistic Studios

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IL MEGLIO DI STARDUST

IL MEGLIO DELLE PRODUZIONI AUDIO E VIDEO DI STARDUST ARTISTIC STUDIOS, 

LA MIGLIOR MUSICA DAL VIVO DI STARDUST MUSIC GROUP

I MIGLIORI LAVORI AUDIOVISIVI PER SCRITTORI DI STARDUST POETRY

IL MIGLIOR MARKETING SUL WEB DI STARDUST WEB MARKET

IL MEGLIO DI STARDUST

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I MIGLIORI VIDEO DI STARDUST ARTISTIC STUDIOS, STARDUST MUSIC GROUP E POETRY

VIDEO  YOUTUBE

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logo 2012

OMERO https://www.youtube.com/watch?v=NQE2GE8N6iM

SALONE TORINO https://www.youtube.com/watch?v=yg-xuLA6uG0

PIANO CITY 2014 EMERGENTI https://www.youtube.com/watch?v=guv4F21SG60

BOOKTRAILERS  https://www.youtube.com/watch?v=ead806cvBc0

ARTISTI https://www.youtube.com/watch?v=PooMwkE7zcY

DIVE CHANNEL https://www.youtube.com/watch?v=YKeUYyJYCVU

POESIE GIOVANILI https://www.youtube.com/watch?v=x0jBOWaZhXA

LE STELLE RISPONDONO https://www.youtube.com/watch?v=rAXVJNkjXh8

PADRE NOSTRO https://www.youtube.com/watch?v=CiysLmmfpgM

PALCO https://www.youtube.com/watch?v=ayv383U_6kA

SNAPSHOT FORM THE CITY https://www.youtube.com/watch?v=iVNP5dX5Y74

NEL 26 https://www.youtube.com/watch?v=SJp7FFvjzH8

COCAINA https://www.youtube.com/watch?v=Wsg_M9kxSIg

INVESTIGATION https://www.youtube.com/watch?v=gUjcg71P44A

KYRIE https://www.youtube.com/watch?v=lXg_bqx4cOQ

WAGNER https://www.youtube.com/watch?v=PCYxOJxFfXE

DONNA D’INVERNO https://www.youtube.com/watch?v=-wnVci5SyBQ

ALTA MODA SPOSA https://www.youtube.com/watch?v=Ppmp49xrkKE

IL RUMORE DEL SOLE https://www.youtube.com/watch?v=l1dCuQr-hDM

CANTI LITURGICI https://www.youtube.com/watch?v=dSJdMeMFuLg

ARIMO https://www.youtube.com/watch?v=AJY2AmN_RFE

BALLIAMO SUL MONDO https://www.youtube.com/watch?v=PQswSn_4AaE

GOUNOD https://www.youtube.com/watch?v=WFpirfB19XM

ASTRONAVE https://www.youtube.com/watch?v=d28fuY8JV2U

AMAZING GRACE https://www.youtube.com/watch?v=O53Ze3vzLjI

UMANA FRAGILITA’ https://www.youtube.com/watch?v=YmncKSXL914

AGNUS DEI https://www.youtube.com/watch?v=jmU8X65dCP8

EVERGREEN https://www.youtube.com/watch?v=4_cCaKaQimg

GLORIA POZZATO https://www.youtube.com/watch?v=k5Ot80JfjgI

FRAU https://www.youtube.com/watch?v=4mCpkCI2Niw

CONSIGLI https://www.youtube.com/watch?v=2UEb_dQrg9E

SPOT STARDUST STUDIOS https://www.youtube.com/watch?v=OVdzRq1_k1E

MOON DANCE https://www.youtube.com/watch?v=I41hmZT0NJ0

LIFE ON MARS https://www.youtube.com/watch?v=tBY-f7ScpNo

JAILHOUSE ROCK https://www.youtube.com/watch?v=N01jjzuUpLk

DON’T YOU WORRY https://www.youtube.com/watch?v=n2kwaKmDWmU

VIA CON ME https://www.youtube.com/watch?v=YXX30nQo0yQ

LOVER MAN https://www.youtube.com/watch?v=l-8_N9ADLb0

BOOGIE https://www.youtube.com/watch?v=PVNCJSwLtHw

MOON RIVER https://www.youtube.com/watch?v=vXuz-4DfXu8

HEY BARTENDER https://www.youtube.com/watch?v=NLnWhlRlMYE

IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO https://www.youtube.com/watch?v=UKvA0-IodWI

EVERYTHING https://www.youtube.com/watch?v=4PiZuBgjpQo

SMILE https://www.youtube.com/watch?v=ckinWoDaudw

C’ERA UNA VOLTA IL WEST https://www.youtube.com/watch?v=HszjVXgAPsU

SMILE https://www.youtube.com/watch?v=TIjXU9nSeOM

LOVER MAN https://www.youtube.com/watch?v=fgokFIaxO04

PIANO CITY 2015 PROVINO https://www.youtube.com/watch?v=QdcODuz3RaA

BOOKTRAILERS DEDICA MUSICISTI https://www.youtube.com/watch?v=vXI_Bvkjpjs

SCIARPACOLLANA https://www.youtube.com/watch?v=vsI3XxSEU6U

TU NELL’UNIVERSO https://www.youtube.com/watch?v=ipMJ9pyzP_4

UNCHAIN MY HEART https://www.youtube.com/watch?v=EUoXv5yW2F8

MUSICA MATRIMONIO BALLABILE MIX https://www.youtube.com/watch?v=2KSBqjATC8E

PROVINO PIANO CITY 2014 https://www.youtube.com/watch?v=oZPDvIYskYE

MARLENE PIGEON https://www.youtube.com/watch?v=LS1FpLJ_nxs

PAMELA MANZO https://www.youtube.com/watch?v=W7JnVrI15fo

D’ANNUNZIO https://www.youtube.com/watch?v=GxKBpumG-nU

WARS https://www.youtube.com/watch?v=RD9Ls0UCFi0

BLIND LOVE https://www.youtube.com/watch?v=getvD5I-7b4

BOOKTRAILER https://www.youtube.com/watch?v=l5kp-v-NoAQ

BOOKTRAILER PER M.T.MANTA https://www.youtube.com/watch?v=I9jk5LjjeBk

LA SIRENETTA https://www.youtube.com/watch?v=3x4OKebDIIk

RELAXING MUSIC https://www.youtube.com/watch?v=AntlYE5jyhM

AUTUNNO https://www.youtube.com/watch?v=ooUfdfNzJk0

CONGIURA DEI BARONI https://www.youtube.com/watch?v=6GuM4UCoGHE

GOTHIE https://www.youtube.com/watch?v=uQOUamg37WA

ROSA IN INVERNO https://www.youtube.com/watch?v=FJRiBw1rpkg

IO CON DIO https://www.youtube.com/watch?v=9tQsmst30kM

SMALFILAND https://www.youtube.com/watch?v=duPmVvaiUPI

SMALFILAND 2 https://www.youtube.com/watch?v=HKjDIya71gM

VINE1 https://www.youtube.com/watch?v=9nx_Bnu3XkE

VAL PUSTERIA https://www.youtube.com/watch?v=PlJdNpgUkAs

EX FORTE PEPE https://www.youtube.com/watch?v=-_6Y_5IUsWA

FOR CHILDREN https://www.youtube.com/watch?v=I2r_3Rji7Ig

I DUE FIGLI https://www.youtube.com/watch?v=Gg-WNkaYNCg

NOSFERATU https://www.youtube.com/watch?v=BzNanmkegdk

DELL’AURORA TU SORGI PIU’ BELLA https://www.youtube.com/watch?v=JKrTVDgT_fs

BLIND LOVE BACKSTAGE https://www.youtube.com/watch?v=8dnH7HnEKtc

VETRI DI POESIA https://www.youtube.com/watch?v=fS7HnxYff2o

AFORISMA DI FUGA https://www.youtube.com/watch?v=srH0XPtc9m8

MUSICA MATRIMONIO CIVILE https://www.youtube.com/watch?v=HMrYSoWrnxI

MARCIA MENDELSSOHN https://www.youtube.com/watch?v=sXZs7z7Qn40

SMILE NOTE DI STELLE https://www.youtube.com/watch?v=JqsrDdP392I

ONE FINE DAY https://www.youtube.com/watch?v=clR1mkJm31A

BOOGIE https://www.youtube.com/watch?v=GpmRUXjONsA

IL PIU’ GRANDE SPETTACOLO DOPO IL BIG BANG https://www.youtube.com/watch?v=IKAWBLUKDzg

JAILHOUSE ROCK VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=gxUWvPcm6B4

HEY BARTENDER VIDEO https://www.youtube.com/watch?v=g7e_7DOkMP4

PERFECT DAY https://www.youtube.com/watch?v=Uebswl6ebf0

YOU DON’T KNOW ME https://www.youtube.com/watch?v=Ov_DNtzAFFo

WHEN I FALL IN LOVE

https://www.youtube.com/watch?v=8KCV5TIy6iA

SHALL I COMPARE THEE https://www.youtube.com/watch?v=qjzyXRgAFWw

UNFORGIVABLE SINNER https://www.youtube.com/watch?v=Hq3SLlFmInM

FARWELL TO ARMS https://www.youtube.com/watch?v=HAS-tQxXI-k

AVE MARIA DI SCHUBERT https://www.youtube.com/watch?v=CAWB9d4liWc

CARUSO https://www.youtube.com/watch?v=X6PfqqrlSVs

MATER JUBILEI https://www.youtube.com/watch?v=JOwExxJMdnc

TITANIC https://www.youtube.com/watch?v=YZ9cUr3j1d0

SONNO ELEFANTE https://www.youtube.com/watch?v=Tr7DJ7zjVd0

LET THE MUSIC PLAY https://www.youtube.com/watch?v=nmncPwL2nwQ

CAMMARIERE MEDLEY https://www.youtube.com/watch?v=OOwraldPTbE

I’VE GOT YOU UNDER MY SKIN https://www.youtube.com/watch?v=AIG-Lmboelk

PARIGI https://www.youtube.com/watch?v=XaZaXoYEIyk

AMAZING GRACE SOLO MARY https://www.youtube.com/watch?v=mvzA0blOA9w

LA PARTICELLA DI DIO LOST IN THE STARS https://www.youtube.com/watch?v=sIO7uia4vCk

ARTISTI SENZA FRONTIERE https://www.youtube.com/watch?v=LLABkyTQqYY

ASSALTO AL CIELO https://www.youtube.com/watch?v=Kmh8Oop-3D8

SOUNDTRACK FOR THE OCEAN https://www.youtube.com/watch?v=Mzpzh2kzQd0

SCENA DEL BOSCO ROSA IN INVERNO https://www.youtube.com/watch?v=2FlaBMhVsBg

INTERVISTA https://www.youtube.com/watch?v=PUjbBiw2jLo

INNO SCUOLA FABBRI https://www.youtube.com/watch?v=jhJlQGBOrG4

HESITATION https://www.youtube.com/watch?v=NFIFXxQsaSE

SONNO ELEFANTE https://www.youtube.com/watch?v=o4z6gHXdcoI

PASO DOBLE https://www.youtube.com/watch?v=2PQBiYu0H0k

NON SENSE https://www.youtube.com/watch?v=tbUW8ESKfyY

REBUS https://www.youtube.com/watch?v=kzex1BNrUjM

TUTTI I SERVIZI STARDUST ARTISTIC STUDIOS

 STARDUST ARTISTIC STUDIOS:

PROFESSIONISTI DELLO SPETTACOLO, DELL’ARTE E DELLA CULTURA

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BUON ANNO CON STARDUST STUDIOS e nuove produzioni musicali 2015

STARDUST STUDIOS

AUGURA A TUTTI

UN MERAVIGLIOSO 2015!

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STARDUST ARTISTIC STUDIOS, MUSIC PRODUCTIONS, VIDEO PRODUCTIONS, SCHOOL OF MUSIC, MUSIC FOR EVENTS, SERVICES FOR POETRY

GENERAL INTRODUCTIONS
 
 
 
Stardust
Artistic Studios
are two
art studios in Milan and Paderno Dugnano, owned by Mariangela Ungaro &
Emanuele Contreras.
Services:
 

Artistic production (production of original work or cover, arrangements,
transcriptions …)
– Events and Concerts
– Audio Service
– Audio post production
– Video Services (shooting and editing)
– Education (teaching instrumental techniques and
media production courses music recording engineer)
– Criticism and essays related to Music
 
MUSIC PRODUCTIONS 

– recording studio
Original music composition
– Original arrangements of famous songs
– Original soundtracks for film or theater
– Original pieces for authors and songwriters
– Cover music customized (right tone for the performer
..)
– Recording studio for singers
– Recording ensemble or band.
– Audio post production
RELATED SERVICES TO ARTISTIC PRODUCTION
MUSIC:
– Cover cd color with custom graphics.
– Posters, postcards, business cards.
– Transcription and storage SIAE songs.
– Distribution of targeted web channels (music sites
and web-radio).
 
 


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VIDEO PRODUCTIONS
 

 

 
– Productions of any tipes of videos with high
definition camera 
– Film editor, technical shooting, script, camera
operator, 
– Post production audio and video.
 
RELATED SERVICES TO ARTISTIC PRODUCTION
VIDEO:

DVD color cover  with custom graphics.

– Posters, postcards, business cards.​
– Distribution on web channels aimed
 
 
 
 
 
 
CONCERTS, MUSIC FOR  EVENTS.

listen and see here

 

 
 
Music of any type for parties, concerts, events,
weddings.
We have two audio systems complete with lighting
effects and smoke machine: real great live show
.
Our musics are not the usual bases, but they are very
original music recorded live and played 
by the best bands in jazz, blues, rock, pop-Being
artistic producers We have several musicians 
who work with us-then the result it’s a sound of
recording studio, as you can hear.
It’possible to request music on commission.

In addition, each song has a music video, featuring stunning images, on
request, 

can be projected on big-screen and create a great
setting.
For weddings we offer a complete service:
music for ceremony and music for entertainment at any
time.

We work all over Italy and abroad.

 
LITERARY SERVICES 
 
 

musicological conferences on various topics

• presentations of concerts
• articles
• critical essays related to music
• topical articles on the art world
• novels, short stories, poems, and lyrics for songs on commission
 
 
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TEACHINGS


 
• teaching piano
• teaching music theory, harmony, music history,
aesthetics, composition, orchestration.
• teaching of multimedia technologies for the
production of music
• courses of battery
• courses of sound engineer
•  teaching music to children
 
 
 
MARIANGELA UNGARO
 
 
Mariangela Ungaro was born in 1975 at Milan, where she
is living now.She is an eclectic artist: she studied piano with Paola Girardi
at International High School of Music in Milan; after her High Graduation,
whose she has achieved with brilliant results, she studied with L. Berman and
B. Petrushanskij.She was a concert artist: she played in Italy and abroad (also
U.S.A.) like soloist, along with different ensembles and orchestra as well.Since
her infancy, she won several important national and international Awards.She is
studying Composition with Sandro Gorli and Sonia Bo at the Conservatorio of
Milan.She has got specialized in music composing for films: she won III
Nascimbene Award with the music for the film “The Messiah” of Roberto
Rossellini. She worked for film makers. Her music has been listened at Verdi’
concert hall at the Conservatorio of Milan and in Puccini hall, and in many
theatres in Italy.In the meanwhile, she won the Shakespeare Award of Literature
for poems, novels, critic essays, theatrical screenplays.She worked as Film
Maker’ Assistant, Audio-Video Technician, Critic and Consultant on Music
applications (Cinecittà- Rome and also in Assisi with Franco Zeffirelli) and
Music Arranger for new singers at the national celebration called “Sanremo
Giovani” on 1996.Since she was 19 years old she is appointed for human
teaching at the National School.



EMANUELE CONTRERAS

 
 
Emanuele Contreras is an eclectic artist, he
experienced various fields of world music and technology.

He studied piano, percussion, composition, drums, singing jazz.

He graduated brilliantly in Milan as a sound technician.

He played with various bands and also works as a sound engineer for Jo Ring,
Biagio Antonacci, Dik Dik, Rossovivo.

Produced the first demo tape of the Latin Quarter.

The turning point came in 1993 with the album “Before Now” produced
by the WEA, to whom he collaborated on arrangements with Candelo Cabesas
(Litfiba percussionist).

The group will play two dates as a special guest of the tour “The shots
above” Vasco Rossi and participate Festivalbar.

In 1997 he composes, produces and sells 10 original pieces of Baroque music
commissioned by Theleme Multimedia.

Arranged and recorded several songs for Ambra Orfei, used for theatrical
performances.

In 1999 he studied computer graphics and html, he graduated as 3D with NewTek.

Produce a variety of work in computer graphics in architecture, design and TV
commercials.

In 2006, constitutes the Ratafià tribute band Conte.

In 2009 began a strong partnership with Mariangela Ungaro, which leads him to
compose music for several Italian films; Artistic Studios Stardust opened in
2010, which deals with audio-video production.

 
 
CONTACT US:
info@stardustgroup.it
mariangelaungaro@libero.it
emanuele_contreras@fastwebnet.it
 
Mobile:
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TEATRO PER TUTTI!

Mi chiamo Andrea Salierno e sono un attore di Milano.
Ho cominciato a muovere i primi passi sul palco all’età di 5 anni e da lì non ho mai smesso di calcarlo.
Fin da bambino ho sempre sognato di fare questo mestiere stupendo. Crescendo e inseguendo sempre i miei sogni ho cercato di trasformare un sogno in realtà, mantenendo sempre il focus sui i miei obbiettivi senza mai distogliere l’attenzione.
Il mestiere dell’attore è difficile, ma la voglia di mettersi in gioco è sempre stata più forte di qualsiasi avversità, si può chiamare in mille modi, vocazione, essere portati, la propria strada.
In qualunque modo lo si chiami, come diceva Walt Disney: “ quello che più conta è che se lo puoi sognare, lo puoi realizzare “.

Workshop teatrale: 

 Due giorni di lavoro sul corpo e voce.

 
 

 

Condotto dall’attore Andrea Salierno.
Da sempre il Teatro è luogo d’incontro dove le persone possono tirar fuori ed esprimere le proprie sensazioni ed emozioni, condividendo insieme e vivere il “Qui ed ora”.
Il Teatro non solo forma attori, ma permette a chiunque di potersi esprimere in maniera totalmente unica ed irripetibile, attraverso esercizi, giochi teatrali, attraverso la danza ( teatro danza ), musica ( musicaterapia).
In un gruppo è fondamentale la fiducia è il rispetto della persona/e con chi ci si relaziona.

Primo giorno:

Cerchio.
Incontro con le persone e presentazione di ognuno per conoscersi.
Esercizi:
– Scrittura.
– Treaning/ riscaldamento del corpo e della voce.
– Scoperta dello spazio.
– Scomposizione corporea.
– Biomeccanica.
– Esercizi di articolazione vocale, Dizione, giochi di parole.
– Uso del Grammelot.
– Teatro danza.
– Esercizi a coppie sull’ascolto.

Secondo giorno:

Esercizi:
– Esercizio dello sguardo (uso occhi) con il compagno/a
– Lavoro sull’emozioni.
– Lavoro sull’improvvisazione scenica e ascolto con conduzione a braccio della scena.
– Esercizi sul respiro, uso corretto della respirazione ( diaframma ).
– Esercizi di sciogli lingua e articolazione vocale.
– Esercizi sull’ascolto e uso del corpo.
– Esercizio sugli animali.
– Esercizio sulla camminata ( diagonale ).
– Scrittura.

Al termine delle due lezioni, cerchio conclusivo.

SUSSURRI E GRIDA DI PURA ARTE

ESTRATTO DA “CINEMA D’ASCOLTO
 IL LIBRO DI  MARIANGELA UNGARO

 

Anche nel film “Sussurri e grida” (1972) con le musiche di Pierre Fournier, troviamo moltissimi elementi ricorrenti nei film di Bergman: sospiri, spasmi di dolore, grida, cui si aggiungono rumori di scena (tormenta, lancette, rintocchi d’orologio e campanelli) che hanno un ruolo molto importante; non mancano gli strumenti principali, come il violoncello, voce della morte – Sarabande dalla Suite n. 5 in Do minore, BWV 1011 di Bach, eseguita al violoncello da Pierre Fournier – , il pianoforte, suono del ricordo e della madre, nonché il carillon, suo parente luccicante, simbolo dell’infanzia perduta (con musica di repertorio, un estratto dal “Bel Danubio Blu”, a significare anche una società nobiliare finita).


Potrei azzardare che ci sono tre suoni – rumori di scena, violoncello e pianoforte (imparentato simbolicamente col carillon) – così come tre sorelle (con tre caratteri diversi, Agnese bianca e pura, Karin nera come il senso di realtà e disillusione, e Maria, rossa di capelli ma anche rossa di passione, donna aggrappata alla vita che non si arrende alla solitudine) e tre colori ricorrenti nel film – nero (morte / violoncello), bianco (purezza, ricordo, infanzia finita, spensieratezza passata, luce, esterni / pianoforte-carillon) rosso (dolore, sangue, rabbia, grida, tormenta, banalmente anche i colori delle tende / rumori di scena).

Rumore di lancette nel più assoluto silenzio, sospiri dolorosi e spasmi preludono il risveglio della protagonista; dopo nove minuti che sembrano durare un’eternità, udiamo il carillon che suona un estratto breve dal Danubio Blu di J. Strass mentre scorrono immagini di casa di bambole: tra la musica di repertorio, il celeberrimo walzer che tanta parte avrà nel cinema (pensiamo anche al film “Odissea nello spazio” di Kubrik e non solo) è simbolo di caducità dell’ancien regime ma anche, in questo peculiare caso, simbolo della fine dell’infanzia, della spensieratezza delle tre sorelle. Ora la protagonista è alla fine della sua vita, se di vita si può parlare nel suo caso.

Ogni volta che sentiamo rintoccare il vecchio orologio a pendolo, parte un feed back in cui ciascuno dei personaggi ricorda qualcosa del suo passato, o del passato dei suoi cari, in modo soggettivo, come se potessimo, ad ogni scoccar d’ora, assistere alla versione dei fatti di ciascun personaggio, comprenderlo nel profondo e perdonargli anche le scelte più aberranti.

Il primo feed back è di Agnese, la sorella che sta morendo: ella ricorda sua madre, rivive le tappe del loro incompreso rapporto; il pianoforte chopiniano – Mazurka in La minore, op. 17 n. 4, di Fryderyk Chopin, eseguita al pianoforte da Käbi Laretei – suona come malinconico commento e ricordo sommesso e lontano.

Non vi è differenza tra mondo esteriore sconquassato dalla tormenta e mondo interiore travagliato dei personaggi in scena, cui si sommano gli spasmi dolorosi e il respiro affannoso della moribonda Agnese, scandito dai rintocchi inesorabili degli orologi, gli stessi rintocchi che accompagnano la vestizione e ricomposizione del cadavere della donna.

Dopo la morte di Agnese, e dopo i personali feed back in cui capiamo le motivazioni terribili e profonde che portano le due sorelle rimaste ad essere come sono (Karin ad esempio è borderline e alterna, anche nel parlare, momenti di grande durezza e severità alla più esplicita depressione) le vediamo infine parlare e riconciliarsi, comprendersi, baciarsi, accarezzarsi, avvicinarsi dopo anni; non udiamo parole, vediamo solo gesti e labbra che si muovono, ma sentiamo la musica di Bach al violoncello solo: anche Agnese è con loro, simbolicamente, il dolore della sua morte le ha riavvicinate.

Riascoltiamo Bach al violoncello solo, quando Anna, la serva, resta per ultima a consolare Agnese e resta vicino alla donna dolorante fino all’ultimo. Riascoltiamo anche Chopin al pianoforte quando Anna legge il diario di Agnese, e le parole ci riportano a rivedere le tre sorelle in giardino a passeggiare, nella luce bianca della spensieratezza perduta.

Il film termina acusticamente con tre rintocchi di pendolo.

Il 20 gennaio 2005 Bergman ha ricevuto il Premio Federico Fellini – che aspira a diventare il “Premio Nobel del cinema” – per l’eccellenza della sua produzione artistica cinematografica. Il 30 luglio 2007, all’età di ottantanove anni, muore nella sua casa di Fårö, un’isola svedese del mar Baltico, lo stesso giorno della scomparsa del regista italiano Michelangelo Antonioni.

IL POSTO DELLE FRAGOLE e la sua colonna sonora

 Dal libro “CINEMA D’ASCOLTO” di Mariangela Ungaro

 

Il posto delle fragole è un film del 1957 di Bergman, con le musiche di Erik Nordgren

https://www.youtube.com/watch?v=J_dDkRIAt60

Le musiche sono in realtà delle emblematiche pennellate timbriche (violoncello e arpa con significati antitetici) il resto è musica IN (suonata al pianoforte, alla chitarra, o cantata) oppure sonorizzazione, ovvero suoni e/o rumori emblematici (rintocco di campane, di orologio, suoni di natura e canti di uccelli).

Vi è una logica intrinseca nell’uso di musica IN, di commento , signal sonori e rumori di scena: si potrebbe parlare quasi di permutazione delle varie componenti sia nelle scene realistiche sia in quelle oniriche, a creare un disegno ben delineato, connesso e connotato proprio anche grazie ai suoni ricorrenti.

Il film si apre con un sogno, e la fase onirica accompagnerà il protagonista (il professor Isaac) per tutto il film; tutti i sogni si aprono con l’arpa, un timbro tipico per connotare un’ idea atavica di mondo onirico, impalpabile, di apertura di sipario, con i suoi glissandi ascendenti. Tutti i sogni tranne l’ultimo, alla fine del film, quando l’arpa è la protagonista di tutto il sogno, non solo dell’apertura, ed accompagna con arpeggi sempre più diluiti, in senso agonico, il protagonista e la giovane Sarah a trovare i genitori di Isaac sulle sponde del laghetto, fino all’ultimo arpeggio, riposante, sereno, che ha trovato finalmente la pace e ha saputo imparare a perdonarsi.

Fin dal primo sogno, sentiamo già molti elementi sonori che caratterizzeranno tutto il film: il battito del cuore e il rintocco dei timpani, sempre più forte, alla vista dell’orologio senza lancette (orologio reale che Isaac ritroverà a casa di sua madre); le campane (alla vista dell’uomo dissolto senza testa) e i loro sonori rintocchi; il suono fisso che si intensifica in una crescente tensione sonora e situazionale (alla vista della bara aperta con se stesso che è vivo e attira a sé con la sua mano esangue, Isaac vivo).

Il primo timido tema orchestrale di musica di commento vero e proprio (salvo un breve inciso tematico drammatico durante i brevissimi titoli di testa, dopo il prologo) lo ascoltiamo quando Isaac giunge – nella realtà e subito dopo nei suoi ricordi – nel “posto delle fragole”, un delizioso e assolato giardino che circondava la sua dimora familiare estiva.

Risentiamo anche il rintocco della campana, un signal sonoro che chiama a raccolta la famiglia del giovane Isaac, perso tra i suoi ricordi: la famiglia è riunita per la colazione intorno al tavolo e ringrazia il Signore.

Subito dopo ascoltiamo della musica IN: le gemelle infatti stanno cantando una canzoncina per lo zio che fa l’onomastico, mentre una delle sorelle le accompagna al pianoforte. La musica IN ci riporta alla realtà: uno dei ragazzi a cui Isaac e sua nuora stanno dando un passaggio, suona una chitarra, dopo pranzo.

La musica IN alla chitarra chiuderà anche il capitolo successivo: dopo una dissertazione sull’immanentismo, accompagnata da musica di commento drammatica di quartetto d’archi, udiamo ancora i rintocchi dei timpani (che si fondono con il rumore dei tuoni) quando Isaac vede davvero, a casa della madre, l’orologio senza lancette (che apparteneva a Sigfried, l’uomo che ha sposato la sua amata Sarah) e mentre lui ricorda, tornando in fase onirica, la sua Sarah, riparte anche il quartetto d’archi drammatico. La chitarra IN riporta tutto alla realtà: il ragazzo sta suonando ora nella macchina mentre fuori imperversa il temporale.

Il sogno successivo invece vede protagonisti molti signal sonori, timbri e rumori di scena: il tremolo d’archi innanzitutto, il pianto del bimbo, stridenti canti di uccelli nel bosco. Sempre in questo sogno, ascoltiamo anche della musica IN: Sarah sta suonando al pianoforte una delle fughe bachiane (tratte dal Clavicembalo ben temperato): il suo amato Sigfried le bacia il collo, lei smette di suonare e la musica passa senza perdere una nota, dal pianoforte al violoncello solo, che però è musica di commento, mentre la coppia si siede a tavola.

Partono i rintocchi dei timpani mentre Isaac tocca un chiodo fissato allo stipite della porta a vetri con la mano e bussa al vetro insistentemente.

Il suono fisso questa volta serve al risveglio.

Tornati alla realtà ascoltiamo il violoncello solo, di commento, tanto breve quanto drammatico, dopo che i ragazzi regalano al vecchio dei fiori, come omaggio per il suo giubileo: egli ringrazia, ma dice che è tardi e devono ripartire al più presto.

Il violoncello solo sarà anche il commento dopo la premiazione, come se Isaac sapesse bene che il premio che ha ricevuto non è meritato. Il violoncello è sempre associato all’idea di morte o comunque sonorizza il dolore intenso.

La parata del giubileo è sonorizzata con musica IN: trombe e campane.

Ed è IN anche la canzone cantata dai tre ragazzi sotto la finestra del professore, per dirgli addio.

NUOVI BOOKTRAILERS: MUSICA – POESIA- IMMAGINI

MARIA TERESA TEDDE

COM’ERA BELLA MARIA

Il brano pianistico originale, composto da Mariangela

Ungaro, “Il mito di Marpessa” 


sonorizza le parole della poetessa

Maria Teresa Tedde, intrise di sublime nostalgia.

Per terra le arance

sotto l’albero tormentato di maestrale

per terra come i suoi baci

a serenare sotto le stelle

sotto il sole, sotto piedi indifferenti

e la paura dentro.

Com’era bella Maria

coi suoi capelli al vento

ed i suoi sogni in tasca.

Con le sue mani

li animava di speranza e di fiducia.

Com’era bella Maria

quando sorrideva:

sapeva di miracolo

di odor di gelsomino

di pelle di bambino

e offriva il cuore

a rondini lontane.

 

 

 
 
 
 

MARGHERITA BONFILIO

ADESSO BASTA

Una poesia di Margherita Bonfilio contro la violenza sulle donne.

Musica originale di Mariangela Ungaro. 

Si ringrazia il fotografo Vieri Bottazzini per le immagini paesaggistiche.

Adesso basta!

Non voglio più sentire la tua mano


che con ferocia colpisce il mio viso,l’alito pungente che soffoca ogni mia speranza,

la violenza con cui mi sbatti contro il muro.

Non voglio più sentirmi una nullità,

umiliata, schernita, posseduta senza amore.

Anima sfregiata che grida il suo bisogno di riscatto,

desiderosa di rinascita e di un nuovo domani.

Voglio poter camminare a testa alta,

senza la paura di tornare a casa

ed ascoltare i tuoi passi dietro la porta

che si fanno pesanti, incalzanti, schiaccianti.

Niente più catene e legami malati.

Spogliata di me stessa cammino sulla battigia,

assaporo la frescura della sabbia bagnata sotto i piedi,

mi inebrio del profumo salmastro della risacca,

alzo gli occhi al cielo

e grido con quanto fiato ho in gola

Io esisto!!

Corro libera dalle catene di un amore malato

verso un nuovo futuro.

Il mio!


 

 

 

 
 
 

GIUSEPPE LECCARDI

LUCCIOLE

“Grazie infinite Mariangela per le immagini scelte e la tua meravigliosa musica.

Un effetto sorprendente, un mix di emozioni, suggestioni e ricordi. 

Un”Cantico” celebrativo della natura e della vita che fluisce ininterrotta di padre in figlio, fino ai nipoti e pronipoti con un alone di magico stupore che le lucciole sanno aggiungere. 

Il risultato è un formidabile inno alla natura e alla vita.”

Mini lanterne magiche oscillanti

nel vento tiepido di maggio,

compagne dei giochi infantili.

Piccole stelle cadute,

briciole vive di comete sparse

fra gli orti, i fontanili e i campi.

Il vostro incerto volo mi commuove.

Segnali luminosi, lampeggianti

sulla corsia di sorpasso

ai nostri innumerevoli pensieri.

Luci di posizione d’invisibili alianti

occhi accesi, danzanti,

fari che frugano la notte

alla ricerca dei perduti sogni.

Festose luminarie naturali

d’un Natale fuori stagione;

insegne intermittenti, misteriose,

di antiche feste e agresti rituali.

Residui di silenti fuochi artificiali.

Luci d’un circo di periferia

sotto il nero tendone della notte,

ricco di pagliacci, saltimbanchi,

giocolieri e uomini volanti.

Un mondo vivo nella memoria

d’un bimbo che vi inseguì correndo

dietro le vostre zigzaganti rotte

convinto che la vita fosse

un eterno gioco.

 

ADA CRIPPA

SONO

Poesia di Ada Crippa

“Sono” 

Montaggio video: Mariangela Ungaro 

Musica originale “AFORISMA DI FUGA” di Mariangela Ungaro

Sono una goccia che in uno stagno cade

e che solo per un attimo, le acque ferme – smuove.

Sono la pioggia che cade nel mare

il mare che batte lo scoglio.

Sono lo scoglio che arresta il vento

il vento che s’ingremba nell’onda

Sono l’onda che disseta la riva

la riva che s’allunga nel sole.

Sono il sole che scalda la terra

la terra che contiene la zolla.

Sono la zolla che attende l’aratro

l’aratro che invita la mano.

Sono la mano che stringe la tua

perché dunque io – t’amo.

Io t’amo è so d’esser nulla:

nel passato, nel futuro – nulla.

Sono un frammento di luce dispersa

nel tempo che vivo.

Sono un nugolo di polvere mischiata con l’acqua

l’acqua che bevo e che nutro

Sono un soffio – nell’universo infinito.

Sono il respiro della luna che passa silenziosa

un uccello che scava col becco la sua dimora.

Sono una foglia scritta nel tempo

la stagione che si consuma

sono la notte che scende furtiva

il buio che intana e fa paura

sono dunque – la morte?

Sono prima – la vita

 

 

 

IZABELLA TERESA KOSTKA 

A TE

Poesia selezionata e pubblicata sull’antologia “Parole d’Amore”

Premio San Valentino, Anvos e Accademia dei Bronzi

Ursini Edizioni 2017 

MUSICA ORIGINALE e montaggio video di MARIANGELA UNGARO

Dimmi che mi vorrai ancora,

quando voleranno lontano gli ultimi aironi

e la sposa – magnolia cesserà di fiorire,

moriranno raccolte le spighe di grano

e i salici svestiti piangeranno dal gelo.

Al di là della nostra estate,

sfregiata di notte con folle arsura

soppressa ingenua dall’odore d’autunno,

spoglia d’affetto come rami degli alberi,

solitari guardiani dell’abbandono.

Sussurra che mi cercherai nel mentre,

mentre la neve coprirà le distese

e le sorgenti indosseranno il ghiaccio,

nella notte polare priva di luce

sarai l’aurora per tutti i miei sensi.

Oltre qualsiasi inverno.

Prometti che mi scalderai ancora,

come se fossi primavera.

ANNAMARIA GALLO 

L’ULIVO

Poesia di Annamaria Gallo

Musica originale di Mariangela Ungaro “Il rumore del sole”

Giunsi, come viandante errante
nella notte di un tempo
che non conosceva
pace interiore.


Il mio sguardo, si fermò
verso verdeggianti ombre
colline a me tanto care
di fanciullesca memoria.

Quanti anni erano trascorsi
ed il mio pensiero
spesso e sovente
lì, rivolto,
alla mia terra,
al mio mare e alla sua frizzicante
brezza del mattino,
alla rosea luce, di un sole,
che sorge puntuale,
all’ alba, preludio di un giorno,
che fa capolino sul tutto.

Giunsi, viandante errante e sconosciuta
nella terra dei miei Avi
ed ivi, infine,
piantai il mio ulivo.

 

 
 

DANIELA PORCELLI 

OCCHI BRAMOSI DI VITA

Poesia di Daniela Porcelli 

Arrangiamento per orchestra tratto da “Schindler’s list” a cura di Mariangela Ungaro

Ho visitato il campo di Auschwitz

Ed ho immaginato di udire

Parole sporche,

come pietre scagliate

con violenza nell’acqua.

Ho visto esseri trasformati,

corpi denudati,

scheletrici, denutriti

ma con occhi

ancor bramosi di vita,

senza più il calore

di un sorriso.

Denti digrignati

Da una rabbia infinita,

anime sfiancate

da un’attesa senza tregua,

esseri a cui tutto è negato,

anche ogni forma

di Speranza,

in un’eterna lotta

tra la vita e la morte

in cui alla fine

per crudeltà dell’uomo

sempre la morte ha vinto

l’impari duello

con la vita.

 
 

 

 

PASQUALINA DI BLASIO

FOGLIE D’AUTUNNO

Arrangiamento musicale di M.Ungaro Poesia di Pasqualina Di Blasio, 

“Foglie D’Autunno” 

tratto dalla silloge “Approdi al cappello giullare”

Musica di F.Mendelssohn, arrangiamento per piccola orchestra a cura di Mariangela Ungaro

Crepitano sotto i miei piedi

Come fiammelle accese

Le foglie raccolte a tappeto

Da un mulinello scherzoso

Che gonfia a più non posso le gote

Quasi un girotondo concluso.

Acchiapparella senza segreti

Un volteggio a pochi metri nell’aria

Un duetto gioioso e ammiccante

“Se ti prendo ti tocca baciarmi”.

Ero capitata per caso nel parco

In un bel gioco di squadra

in cui le figlie d’autunno

non è pena un giro nel vuoto

e finire e giacere sopra la terra.

FITZCARRALDO: la storia di un sogno di pace costruito con la Musica

FITZCARRALDO:

la storia di un sogno di pace costruito con la Musica.

da CINEMA D’ASCOLTO, di Mariangela Ungaro

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Considerato tra i più importanti esponenti del cosiddetto Nuovo cinema tedesco, nonché uno dei massimi cineasti viventi, Werner Herzog, nel corso della sua lunga carriera ha prodotto, scritto e diretto più di 50 pellicole, oltre ad aver pubblicato libri e diretto opere liriche. I suoi film hanno uno stile tanto inconfondibile quanto inclassificabile.

Fitzcarraldo è un suo film del 1982 (scritto e diretto). Presentato in concorso al 35º Festival di Cannes, ha vinto il premio per la miglior regia.

Trovo emblematico che nel film il sognatore espliciti le sue intenzioni attraverso la comunicazione, che lui ritiene proritaria: verbale, musicale, astratta e pratica, con la ferrovia e la navigazione. L’umanità deve condividere, comunicare, gioire della bellezza, sia essa considerata come musica operistica o collegamento che porta a conoscere nuovi territori inesplorati. Sarà per la presenza della Cardinale, ma questo messaggio mi ricorda il vecchio Morton in “C’era una volta il west” il sognatore che voleva costruire la ferrovia che congiungesse i due oceani.

Le musiche del film sono probabilmente un godimento estremo per gli amanti dell’Opera lirica. Popol Vuh dovrebbe essere il compositore nonché supervisore delle musiche, perché in realtà troviamo Vincenzo Bellini (I Puritani), Giuseppe Verdi (Ernani e Rigoletto), Richard Strauss (Tod und Verklärung), Giacomo Puccini (La Bohème), Gaetano Donizetti (Lucia di Lammermoor), Giacomo Meyerbeer, Jules Massenet (Manon).

Comprendiamo subito l’interesse del regista per l’opera lirica quando ci rendiamo conto che i primi 11 minuti di girato altro non sono che le riprese dell’Ernani di Verdi in teatro con Caruso e Sarah Bernhardt che recita ma non canta (vi è una cantante lirica nella buca che canta al suo posto) mentre Fitz e la sua compagna (Claudia Cardinale) giungono in ritardo e pregano una maschera affinché li faccia entrare. E’ interessante vedere l’opera incastonata nel cinema, una finzione nella finzione. Di vero c’è solo la grande ambizione dell’uomo impersonato da Fitz che vive per il suo sogno e farà di tutto per realizzarlo (come per Herzog il suo film, che ebbe una genesi davvero rocambolesca).

Fatto salvo per due interventi di musica originale, davvero poco riusciti, né etnici né interessanti, abbiamo un altro momento di musica in, con un breve estratto da La Boheme di Puccini che si sente dal grammofono del protagonista, mentre un gruppo di bambini indios ascolta ed osserva nella più totale ed inconsapevole, pura ammirazione.

Non mancano altri momenti di musica in, come quella che si sente alla festa dei ricchi del posto. Proprio in quell’occasione, Fitz accende il grammofono da cui possiamo sentire le parole “Tu m’appartieni o nuovo mondo …” tratto da L’Africana di Meyerbeer: Fitz è alla festa proprio per parlare della sua idea (ossessione) di costruire il teatro dell’Opera nella terra degli Indios e trovare dei finanziatori. In realtà affida al testo dell’opera le sue parole e le sue speranze.

Ecco il testo integrale:

Mi batte il cor!
Spettacol divin
Sognata terra ecco ti premo al fin
O paradiso
Dal onda uscito
Fiorente suol
Splendido suol
In voi rapito io son
Tu m’appartieni
O nuovo mondo
Alla mia patria ti posso
Ti posso offrir
Nostro é questo terreno fecondo
Che l’Europa può tutta arricchir
Spettacolo divin
In te rapito
Io son
O nuovo mondo
Tu m’appartieni
A me, tu m’appartieni a me

Ad infrangere il sogno è “Lo spirito dell’ira” ovvero le rapide cosiddette della morte lungo il fiume, con il loro rumore fragoroso e dirompente.

Ascoltiamo altri deboli interventi musicali originali, di commento, quando Fitz compra il battello per solcare le acque e quando la ciurma vi lavora: la musica è sempre la stessa, dal vago sapore poco “Thai” e molto “anni ‘80”.

Si sente anche la musica di una banda scalcinata quando Fitz e la compagna inaugurano la nave chiamata Molly (come la donatrice) Aida (non ha bisogno di spiegazioni, dato l’amore per l’opera del protagonista). La banda accompagna l’uscita della nave che risale il fiume. Ma gli entusiasmi hanno breve durata, e la musica successiva, di Strass, l’inizio di “Morte e Trasfigurazione”, con i suoi toni mesti, scuri e cupi, sembra profetizzare quanto accadrà, mentre sono ripresi gli uomini della ciurma, le scene di vita sulla nave e il viaggio della stessa, che al tramonto solca soavemente il fiume in attesa dell’imbrunire.

Due parole sulla musica di Strauss: rappresenta la morte di un artista. Su richiesta di Strauss, questo fu descritto nel poema di amico del compositore, Alexander Ritter, come un’interpretazione della Morte e Trasfigurazione, dopo che fu composto. Mentre l’uomo giace morente, i pensieri della sua vita gli passano attraverso la testa: l’innocenza della sua infanzia, le lotte della sua virilità, il raggiungimento dei suoi obiettivi mondani; e alla fine, riceve la sospirata trasfigurazione “dall’infinita grandezza del cielo”.

Arrivati nella zona abitata dalle popolazioni indigene, l’equipaggio ha paura: le percussioni e i rumori di scena sonorizzano gli sguardi circospetti degli uomini della ciurma, mentre la nave solca le acque sospettosa. Dopo il fragore dell’esplosione di una prima carica per avvertimento da parte del macchinista, fermato dal capitano, rimane nell’aria solo il cinguettio degli uccelli… “C’è silenzio e silenzio”, asserisce il capitano, preoccupato. Le percussioni riprendono quando Fitz raccoglie dall’acqua l’ombrello dei missionari uccisi che gli indios inviano come monito dopo l’attacco. La risposta all’avvertimento degli indios è un’aria cantata da Caruso, messa apposta da Fitz sul suo grammofono, in segno di bellezza e di pace. La cosa funziona a tal punto che Fitz viene considerato il dio bianco del mito indios che porterà gli indigeni in una sorta di terra promessa.

Ecco la scena “madre” del film: “Bella figlia dell’amore” echeggia tra le sponde del fiume, il “messaggio” emesso dal grammofono si fa spazio e accompagna la navigazione tranquilla, come una preghiera di pace, di speranza e di infinita bellezza. Subito dopo gli indigeni salgono sulla nave e toccano Fitz, desiderano conoscerlo, non gli faranno alcun male, (suonano anche lo zufolo per lui durante la cena) sanno che l’uomo bianco li porterà nella terra promessa, come narrato nella loro leggenda. Risentiamo Caruso quando gli Indios aiutano Fitz e i tre restanti membri dell’equipaggio a far salire la nave e rimetterla nel fiume dall’altra parte, in modo da poter raccogliere il caucciù senza passare dalle rapide mortali. Sempre “Bella figlia dell’amore”, accompagna la nave che viene dolcemente rimessa in acqua, così come progettato da Fitz. Avrebbero dovuto raccogliere il caucciù e tornare dall’altra parte dove la navigazione è serena..invece gli Indios, non conoscendo le ragioni di Fitz, spingono la nave proprio verso le rapide, anche se per miracolo la nave non si distrugge: Caruso e la musica emessa dal grammofono sanciscono la calma ritrovata, anche se il progetto è sostanzialmente fallito.

Fitz però non si arrende: la nave viene trasformata in palcoscenico, Fitz ha la sua poltrona da teatro, mentre coro e orchestra interpretano “A te oh cara” (da I Puritani di Bellini); la nave arriva in porto. Tra l’esultanza delle persone che attendono la nave, Fitz ha davvero realizzato il suo sogno: portare l’opera in Amazzonia (e non solo quella, ma un messaggio di pace e bellezza).

A te, o cara, amor talora
amor talora mi guido furtivo e in pianto
Or mi guida a te d’accanto
Tra la gioia e l’esultar.

Al brillar di si bell’ora,
Se rammento il mio tormento
Si raddoppia il mio contento,
M’e piu caro il palpitar.

POETI VERSEGGIATORI: MARIANGELA UNGARO 

UNGARO MARIANGELA è una pianista e compositrice milanese, classe 1975; le sue musiche sono eseguite ed ascoltate in tutto il mondo. Vince nel 2000 il premio Shakespeare alla Letteratura; ha scritto…

Source: POETI VERSEGGIATORI: MARIANGELA UNGARO 

METROPOLIS

 Da CINEMA D’ASCOLTO di Mariangela Ungaro

 

METROPOLIS

 
 
 
 

Dal 1919 al 1960, Fritz Lang ha girato 15 film muti e 30 sonori. Ha attraversato il melodramma, le avventure da feuilleton, la storia edificante, la leggenda, la fantascienza, lo spionaggio, il poliziesco talvolta psicanalitico, la commedia musicale e non, la testimonianza sociale, il western, il film resistenziale o di guerra [cit. Wikipedia]

Lotte Eisner, conoscitrice profonda del suo lavoro, afferma che la ricca personalità di Fritz Lang e la complessità della sua opera impediscono di schedare il regista sotto una semplice etichetta.

Di se stesso Lang dice:

«Innanzitutto dovrei dire: io sono una persona che guarda. Recepisco le esperienze solo attraverso gli occhi…»

(Fritz Lang, in Lotte H. Eisner, Fritz Lang, p. 9.)

e del suo mestiere:

«Sono molto felice quando faccio un film. Non è una seconda vita per me, “è la vita”. Forse è per questo che mi disinteresso del film una volta che è stato scritto, girato, montato. A quel punto non posso più fare niente per lui: il film ha una sua vita propria e non fa più parte della mia.»

(Fritz Lang in Luc Moullet, Fritz Lang, pag. 116.)

Quello che mi ha sempre colpito del cinema di Lang, è la sua profeticità: nel film “Il testamento del dottor Mabuse” mette in bocca al pazzo gli slogan nazisti; non si può restare indifferenti di fronte a certe frasi attualissime, ad esempio “Dobbiamo terrorizzare la gente dicendo che finirà col perdere ogni autorità di cui si sente investita… finché non si solleverà distruggendo il vecchio stato…per fare con noi un nuovo mondo. Sulle rovine dello stato distrutto noi creeremo il regno del crimine...” o i contenuti e le scenografie futuriste di “Metropolis”.

Le musiche del film originale, che nasce come muto, sono di Gottfried Huppertz: il preludio sembra l’ouverture di un’opera wagneriana, mentre le scene che seguono sono quelle della città, con organo sul sincrono della fabbrica che espelle gas, mentre il lungo corteo di schiavi operai è sonorizzato con una drammatica marcia dai timbri scuri e armonia devastante, senza scelta. Vi si contrappone la musica del giardino dell’eden, ovvero luogo di residenza delle classi dirigenti:  sembra tratta dal Don Giovanni di Richard Strauss, con iniziale aria di festa sospesa con ribattuti (sulle scene delle gare dei giovani) fino a sfociare in immensi tappeti romantici d’archi su ritmo danzante di walzer, illuminate dalle piccole percussioni, a connotare la spensieratezza, l’eleganza, e la fissità delle certezze circolari della classe dirigente (che culmina sulle scene della festa per il figlio del padrone).

Molto ben riuscito il sincrono di tremolo d’archi pieno di suspance quando sopraggiunge nel giardino durante la festa, Maria circondata dai bambini. La giovane viene mandata via, e la musica non rispecchia per nulla l’azione però, nessuna drammaticità, forse a significare che era la cosa più normale che potesse succedere e Maria lo sapeva, nel suo sguardo illuminato e consapevole, infatti la ragazza se ne va senza opporre resistenza.

Freder decide di vederci chiaro e sul finale operistico e perentorio del brano, prende la porta e va alla ricerca di Maria: qui vede l’apocalisse, gli operai al lavoro, urla di ottavino, orchestra ritmata inesorabile simile a quelle della scena delle galee di Ben –Hur.

La scena dell’incidente è sonorizzata con musica davvero agghiacciante, sempre orchestrale, mentre un gruppo di schiavi nudi, magri, emaciati e rasati, vengono trascinati tra le fauci di questo mostro di pietra che Freder immagina, una fornace in cui vengono gettati senza alcuna pietà; se pensiamo che il film è del ’27 mancavano molti anni all’olocausto ebreo, che qui viene profetizzato in modo preciso anche se ai più sembrerà di assistere alla scena di un sacrificio umano sulla cima di una piramide atzeca.

Alla vista del palazzo del padre di Freder, possente edificio che si erge mastodontico dietro strade e ponti volanti, possiamo sentire una musica solenne che ci ricorda il tema “maschio” dei supereroi americani. Sul tema affidato a corni e trombe all’unisono (simile all’inizio della terza di Mahler) cui l’orchestra risponde con un accordo forte e ben stagliato, vediamo il padre di Freder che sta impartendo ordini ai suoi collaboratori.

Nemmeno l’arrivo trafelato di suo figlio sconvolto, smuove l’uomo più potente di Metropolis che è semplicemente infastidito per aver appreso dal figlio dell’incidente avvenuto poco prima in fabbrica, e non dal suo collaboratore.

Mentre il ragazzo narra al padre quanto ha visto, la musica non ha soluzione di continuità, tra solenne minore marcia funebre o canto di prigionia, e singulti da grand opera con ottoni ritmati e laceranti. La musica segue alla lettera i dialoghi (ovvero le didascalie)e la recitazione, tra momenti luminosi quando si sta parlando della gloria della città e momenti oscuri quando il figlio presagisce la rivolta degli operai. Il tema perentorio condotto dagli ottoni continua anche durante tutta la scena in cui il capo di Metropolis licenzia il suo collaboratore e, alla vista delle mappe degli operai, si mostra preoccupato esclusivamente per la minaccia al suo potere.

Sentiamo anche il tema “dell’illuminazione” un tema che appartiene solo alle parole di Freder quando comprende la situazione, o quando consola Josaphat, (il collaboratore che il padre aveva licenziato) distogliendolo dal suicidio, e anche quando sostituisce il giovane operaio nel suo lavoro estenuante.

Dopo un iniziale walzer illuminato da piccole percussioni, che parte sul volantino del locale Yoshiwara ascoltiamo musica da cabaret anni ’20: le immagini sono sovrapposte con la tecnica di sovrimpressione.

Decisamente cromatica, ammaliatrice ma subdola, con archi e incisi di trombe sordinate, la musica che accompagna la visione della macchina con le sembianze di donna. Già nel ’27 si pensava alla A.I.

La musica che sonorizza le catacombe potrebbe essere trasferita senza alcun problema su una pellicola della romanità: archi drammatici, rassegnati, armonia modale, ritmo lento e cadenzato. Su un glissando d’arpa ci troviamo davanti alla giovane Maria che parla di pace agli operai. Tema etereo, maggiore, salvifico, affidato agli archi, con violino solista, con interpunzione di arpa. Lacerato dall’interno per la sua potenza, il tema d’amore di Freder e Maria, sembra il perfetto corrispettivo letterario del celeberrimo passo dal Cantico del Cantici: “forte come la morte è l’amore, tenace come gli inferi è la passione: le sue vampe son vampe di fuoco” con un solo secondo tema affidato al più poetico degli oboe, che vorrebbe in qualche modo lenire e consolare..Ascoltiamo il massimo della retorica orchestrale e del descrittivismo, quando viene eretta la torre di Babele, le scene con gli schiavi, la rivolta, di cui narra Maria, raccomandando l’intermediario tra mente e braccia, ovvero il cuore.

Risentiamo il tema dell’illuminazione (con oboe solista come era stato alla prima apparizione della ragazza, infatti si potrebbe anche assimilare a Maria stessa) quando la ragazza bacia quello che crede un giovane operaio, dandogli appuntamento l’indomani. Emblematico quando l’inventore decide di rapire Maria e la spaventa con giochi di luce nelle catacombe: sul  fermo immagine di uno scheletro illuminato, sentiamo il trillo suonato da una marimba, chiara citazione sonora d’ossa, utilizzato nella danza macabra di Saint Saens e diventato un sound chiave nel cinema.

La trasformazione di Maria nel golem e viceversa è sonorizzata inizialmente con arpa e percussioni luminose su tremolo d’archi acuti, che sfociano nel tema salvifico di Maria stessa, come se il compositore volesse fondere musicalmente le due creature, glissando d’arpa compreso, che chiude musicalmente la fine della scena.

Il tema di Maria lo ascoltiamo più avanti nella sua versione straniante, il tema è solo un relitto tra un turbine di suoni quando la ragazza è trasformata ormai nel golem al servizio del potente, e viene sorpresa tra le braccia del padre da Freder, che guarda i due, ne viene accecato, è incredulo, sconvolto.

E lo risentiamo ancora, stuprato dalle trombe, dalla voluttà del cromatismo, dalle progressioni lussuriose come gli sguardi degli astanti aristocratici, su un ritmo di nacchere concitato da poema sinfonico cavalleresco, quando la finta Maria danza come la meritrice di Babilonia…E i Santi si animano su fischio di ottavino, (un osso “suonato”) e trillo di marimba, e via col tema del Sabba, della morte, solenne, che sembra uscito dalla sinfonia fantastica di Berlioz. Fischiano i camini delle fabbriche, laceranti tremoli strillati di ottavino, e si chiude l’intermezzo: la fine di Metropolis ormai è prossima.

La disperazione della vera Maria prigioniera, è affidata al suo tema con oboe concertante, mentre la finta Maria parla agli operai nelle catacombe, il tema ha un accompagnamento di marimba, di morte. Ma il golem è sfuggito al controllo del suo stesso creatore ed incita gli operai alla rivolta violenta. Emblematica la citazione all’inno nazionale francese, la Marsigliese nella sua parte iniziale molto bene riconoscibile sulle parole iniziali “Allons enfants de la patrie!” quando si decide per la rivolta portando in trionfo Maria, inciso modificato melodicamente ma riconoscibile che si fonde con la marcia degli operai e il tema di Maria ritmato con timpani, chase claire, rulli di tamburo violenti. Il tema degli operai è ora affidato agli ottoni, sempre più grassi e tracotanti, nulla della rassegnazione iniziale si può più scorgere.

Mentre la città si spegne per la distruzione degli operai, il tema glorioso in maggiore che aveva connotato la città fino a quel momento, e i quartieri alti, si accartoccia in minore spegnendosi progressivamente su coda di incipit della Marsigliese in minore e armonia straniante e tema degli operai in chiusa, come un ghigno.

Le scene dell’allagamento sono una sapiente miscela di più temi, da quello degli operai che hanno causato la distruzione della città, ritmato e sincronizzato con il gong che Maria fa suonare, che si fonde col tema d’amore che diventa la sonorizzazione della disperazione dei pochi sopravvissuti che stringono accanto alla vera Maria in una drammatica sequenza di progressioni e scene di disperazione…Il tutto sfocia nel tema dell’illuminazione, quando finalmente Freder riabbraccia la vera Maria, che diventa inciso mchiave rimaneggiato tra progressioni e sound drammatico durante le operazioni disperate di salvataggio dei bambini di Metrolis. Arriva l’organo a connotare la fine vicina, con accordi fissi sulle scene dell’allagamento della piazza principale dove prima si scandivano i turni di lavoro.

Continuiamo a sentire tutti i temi: il sabba si mischia al tema danzante che prima era la marcia degli operai, mentre gli operai ballano, ma poi subentra il tema dell’illuminazione quando capiscono che hanno solo distrutto la città intera, anche a scapito loro. Risentiamo anche il cabaret quando ritroviamo la finta Maria che festeggia insieme agli aristocratici. La marcia degli operai si intensifica, vogliono uccidere colei che li ha incitati alla distruzione, mentre la vera Maria guida alla salvezza i bambini nella cattedrale, e il suo tema dolce, arpa compresa, si contrappone alle scene di violenza e al tema degli operai, che sembra tanto a questo punto la marcia di Darth Fenner mentre gridano “A morte la strega!”

Sulle note del tema dell’illuminazione, con piccole percussioni, finalmente tutti comprendono la verità: la Maria sul rogo è solo un golem, mentre la vera Maria suona la campana della cattedrale mentre tenta di sfuggire all’inventore delle macchine.

Sopraggiunge anche il padre di Freder, che lo vede combattere sulle guglie della Chiesa, e sentiamo il suo tema ora per archi e non più per ottoni. Freder finisce a terra su rullo di timpani. L’inventore delle macchine precipita, e muore con lui l’epoca delle macchine e delle ingiustizie sociali, su tremolo di archi che si spegne progressivamente, per accendersi nel tema della cattedrale, solenne, su glissandi d’arpa (allusione a Maria, vera ispiratrice) e illuminato da piccole percussioni mentre gli archi sfoggiano tutto il loro romanticismo.

E mentre il padrone stringe la mano del capo degli operai, sentiamo il tema degli operai per archi, in maggiore, fuso con il tema di Maria.

Finale glorioso per un capolavoro assoluto, cinematografico e musicale.