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LA PREDICA DI SANT’ANTONIO DI PADOVA AI PESCI

DES ANTONIUS VON PADUA FISCHPREDIGT
(1893)

La poesia “Des Antonius von Padua Fischpredigt” del Wunderhorn è una rielaborazione di Clemens Brentano dal racconto satirico “Judas der Erzschelm” (1686) di Abrahm a Santa Chiara e tratta della ricezione di un messaggio.
C’è il soggetto (il predicatore), il messaggio (la predica) che vorrebbe agire sugli uomini, cambiarli; c’è l’assenza dei veri destinatari del messaggio (la chiesa è vuota) e la descrizione della folla di ascoltatori, metaforicamente costituita dai pesci, che accorrono e a cui la predica piace. Terminata la predica, compresa soltanto al livello della loro stupidità, il messaggio non ha nessuna efficacia.
Non c’è dubbio che Mahler intendesse la poesia come simbolo della creazione e della ricezione dell’arte. Basta sostituire alla parola messaggio le parole arte e musica per portare il discorso sul piano della ricezione artistica; è altrettanto indubbio che Mahler riferisse la poesia intesa così, simbolicamente, alla propria esistenza d’artista, al rapporto tra il suo discorso musicale e il pubblico.
Egli stesso scrive a Natalie Bauer Lechner: “La gente non ha ancora capito la mia lingua, non ha la minima idea di ciò che dico e di ciò che intendo dire…”
E ancora : “I pesci sono stupidi e il pubblico è un gregge di pecore, ascoltano senza riflettere e senza trarne profitto.
Il lied è chiaramente una satira dell’umanità ma “solo in pochi lo comprenderanno”….
Ma tale negazione della facoltà ricettiva del pubblico non ha impedito al compositore di scrivere il Lied : la comprensione vi sarà, sia pure in futuro (…”la mia ora verrà; ci saranno pure alcuni in cui il seme di ciò che faccio cada per sbocciare un giorno e chissà quando e chissà dove porterà frutti, e tanto mi basta..”).

TESTO

1)

Antonio che va a far la predica, in Chiesa non trova un’anima!
Cammina e arriva al fiume, a là predica ai pesci.
[R] Le code agitano e guizzano, ed al sole scintillano.

2)

Le carpe con le uova , son sparse per ogni dove
con bocche spalancate ascoltan lì impalate!
R Nessuna chiacchierata ai pesci è mai tanto piaciuta.
[ ritornello orchestrale]

3)

I lucci tremendi, i gran combattenti,
son corsi a nuoto a udir il sant’uomo!
E anche gli eccentrici, che sempre digiunano,
i merluzzi, appunto, alla predica spuntano!
R Mai nessuna chiacchierata i merluzzi ha tanto deliziato.
[ritornello orchestrale]

4)

[ritornello orchestrale]
Anguille e storioni, cibo da gran signori,
con gran degnazione dan retta al sermone.
Anche gamberi, tartarughe, che la tirano sempre per le lunghe,
Salgono su dal fondo per udir quella bocca feconda.
R Mai nessuna chiacchierata, i gamberi ha tanto deliziato.
Pescioloni, pesciolini, assai rari assai comuni,
alzano il capo intenti come creature intelligenti!
[R] Come Dio vuole e giudica, ascoltano la predica!
[ritornello ochestrale]

5)
La predica finisce, a casa va ogni pesce!
I lucci rimangono ladri, le anguille di lussuria ardono;
[R] la predica è stata gradita ma nessuno ha mutato vita!
I gamberi indietreggiano nei passi, i merluzzi rimangono grassi,
le carpe si fanno una spanciata, la predica è già stata dimenticata!
[R] La predica è stata gradita, ma nessuno ha mutato vita!
[conclusione orchestrale]

La poesia ha nove strofe di uguale costruzione; ogni strofa consta di tre coppie di versi (cosa che Mahler ha mantenuto nella prima e nella seconda strofa della sua versione), dalla seconda alla sesta strofa la terza coppia di versi funge da ritornello: Kein Predigt niemalen den Fischen (rispettivamente den Karpfen, den Stockfisch, den Aalen, den Krebsen) so g’fallen (= R) mentre nelle altre strofe il ritornello ha un testo differente (=[R])
Mahler ha messo in musica la poesia in cinque strofe ; a partire dalla terza strofa ha condensato in una sola più strofe dell’originale ed ha omesso due volte il ritornello.
Inoltre alla fine delle sue seconda e terza strofa e al principio e alla fine della quarta strofa ha aggiunto un ritornello orchestrale ; alla fine dell’ultima strofa vi è una conclusione orchestrale.
A questo modo nella versione di Mahler si formano 5 strofe che, a un primo sguardo esteriore, hanno tutte lunghezza diversa.

MACROFORMA

I strofa: parte A ( alfa, beta, beta’, beta”, m, n, q, Q)

II strofa: parte A ( alfa, beta, gamma, n, m, )
C “bello e gradevole”
Z “mordace”
crollo e q

III strofa: parte A (alfa, beta, beta’, gamma, n, m, f)
d “prepotente”
C
Z
crollo

interludio orchestrale (+4)

IV strofa: d’ “tranquillo”
e “gesto bello”
d “prepotente”
C (+5)
Z
crollo

interludio orchestrale

V strofa: tema A (m, q)
grido climax
chiusura orchestrale

DES ANTONIUS VON PADUA FISCHPREDIGT
(1893)

La poesia “Des Antonius von Padua Fischpredigt” del Wunderhorn è una rielaborazione di Clemens Brentano dal racconto satirico “Judas der Erzschelm” (1686) di Abrahm a Santa Chiara e tratta della ricezione di un messaggio.
C’è il soggetto (il predicatore), il messaggio (la predica) che vorrebbe agire sugli uomini, cambiarli; c’è l’assenza dei veri destinatari del messaggio (la chiesa è vuota) e la descrizione della folla di ascoltatori, metaforicamente costituita dai pesci, che accorrono e a cui la predica piace. Terminata la predica, compresa soltanto al livello della loro stupidità, il messaggio non ha nessuna efficacia.
Non c’è dubbio che Mahler intendesse la poesia come simbolo della creazione e della ricezione dell’arte. Basta sostituire alla parola messaggio le parole arte e musica per portare il discorso sul piano della ricezione artistica; è altrettanto indubbio che Mahler riferisse la poesia intesa così, simbolicamente, alla propria esistenza d’artista, al rapporto tra il suo discorso musicale e il pubblico.
Egli stesso scrive a Natalie Bauer Lechner: “La gente non ha ancora capito la mia lingua, non ha la minima idea di ciò che dico e di ciò che intendo dire…”
E ancora : “I pesci sono stupidi e il pubblico è un gregge di pecore, ascoltano senza riflettere e senza trarne profitto.
Il lied è chiaramente una satira dell’umanità ma “solo in pochi lo comprenderanno”….
Ma tale negazione della facoltà ricettiva del pubblico non ha impedito al compositore di scrivere il Lied : la comprensione vi sarà, sia pure in futuro (…”la mia ora verrà; ci saranno pure alcuni in cui il seme di ciò che faccio cada per sbocciare un giorno e chissà quando e chissà dove porterà frutti, e tanto mi basta..”).

TESTO

1)

Antonio che va a far la predica, in Chiesa non trova un’anima!
Cammina e arriva al fiume, a là predica ai pesci.
[R] Le code agitano e guizzano, ed al sole scintillano.

2)

Le carpe con le uova , son sparse per ogni dove
con bocche spalancate ascoltan lì impalate!
R Nessuna chiacchierata ai pesci è mai tanto piaciuta.
[ ritornello orchestrale]

3)

I lucci tremendi, i gran combattenti,
son corsi a nuoto a udir il sant’uomo!
E anche gli eccentrici, che sempre digiunano,
i merluzzi, appunto, alla predica spuntano!
R Mai nessuna chiacchierata i merluzzi ha tanto deliziato.
[ritornello orchestrale]

4)

[ritornello orchestrale]
Anguille e storioni, cibo da gran signori,
con gran degnazione dan retta al sermone.
Anche gamberi, tartarughe, che la tirano sempre per le lunghe,
Salgono su dal fondo per udir quella bocca feconda.
R Mai nessuna chiacchierata, i gamberi ha tanto deliziato.
Pescioloni, pesciolini, assai rari assai comuni,
alzano il capo intenti come creature intelligenti!
[R] Come Dio vuole e giudica, ascoltano la predica!
[ritornello ochestrale]

5)
La predica finisce, a casa va ogni pesce!
I lucci rimangono ladri, le anguille di lussuria ardono;
[R] la predica è stata gradita ma nessuno ha mutato vita!
I gamberi indietreggiano nei passi, i merluzzi rimangono grassi,
le carpe si fanno una spanciata, la predica è già stata dimenticata!
[R] La predica è stata gradita, ma nessuno ha mutato vita!
[conclusione orchestrale]

La poesia ha nove strofe di uguale costruzione; ogni strofa consta di tre coppie di versi (cosa che Mahler ha mantenuto nella prima e nella seconda strofa della sua versione), dalla seconda alla sesta strofa la terza coppia di versi funge da ritornello: Kein Predigt niemalen den Fischen (rispettivamente den Karpfen, den Stockfisch, den Aalen, den Krebsen) so g’fallen (= R) mentre nelle altre strofe il ritornello ha un testo differente (=[R])
Mahler ha messo in musica la poesia in cinque strofe ; a partire dalla terza strofa ha condensato in una sola più strofe dell’originale ed ha omesso due volte il ritornello.
Inoltre alla fine delle sue seconda e terza strofa e al principio e alla fine della quarta strofa ha aggiunto un ritornello orchestrale ; alla fine dell’ultima strofa vi è una conclusione orchestrale.
A questo modo nella versione di Mahler si formano 5 strofe che, a un primo sguardo esteriore, hanno tutte lunghezza diversa.

MACROFORMA

I strofa: parte A ( alfa, beta, beta’, beta”, m, n, q, Q)

II strofa: parte A ( alfa, beta, gamma, n, m, )
C “bello e gradevole”
Z “mordace”
crollo e q

III strofa: parte A (alfa, beta, beta’, gamma, n, m, f)
d “prepotente”
C
Z
crollo

interludio orchestrale (+4)

IV strofa: d’ “tranquillo”
e “gesto bello”
d “prepotente”
C (+5)
Z
crollo

interludio orchestrale

V strofa: tema A (m, q)
grido climax
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