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LA SINFONIA FANTASTICA

ORCHESTRAZIONE DELLA SINFONIA FANTASTICA

Il primo movimento :
Gli archi sono protagonisti del movimento, svolgono tutte le parti melodiche (recitativo in minore all’inizio, tema della donna amata).
I fiati introducono il movimento con l’elemento figurale delle quattro terzine, una sorta di pedale melodico ripreso più tardi a num 2 dove per la prima volta viene loro affidata una parte melodica con accompagnamento degli archi.
In genere i fiati sono usati come coloritura timbrica(cfr 4 batt. prima di 1) o come orlatura in sedicesimi del tema affidato agli archi ( cfr 4 batt. prima di 2).
A num 3 i fiati accompagnano il tema degli archi (la seconda frase del recitativo in minore) con andamento sincopato, il che conferisce un’idea di sforzo.
A num 4 i legni riprendono le terzine, gli archi accompagnano ed è il corno a proporre una melodia tratta dal recitativo.
Da notare a num 5 il climax a valori larghi di do+ in terzo rivolto poi settima di dominante in cui archi e fiati suonano l’accordo di riferimento con le forcelle dinamiche e gli archi in tremolo mentre la dimensione temporale è scandita dal contrabbasso.
Il tema della donna amata viene preparato dalle quartine di ottavi degli archi : i violini primi si appropriano del tema colorato dal timbro del flauto (timbro complesso) che non è all’ottava superiore ma all’unisono con i violini.
L’accompagnamento singolare dei secondi delle viole celli e bassi si contrappone al tema stesso facendolo spiccare, e dimostrando di essere un organismo che ha vita propria e che prende forma via via con addensamento del materiale: il tema di per sé dolce e aproblematico acquisisce una certa tensione, a causa di questo ribollire sottostante.
Quest’ultimo, composto da una coppia di ottavi seguito da pausa di un quarto, aveva già fatto capolino in partitura tre battute dopo num 5 ma essendo stato in ff non è immediatamente percepibile come simile al ribollire delle battute successive in p.
Nelle battute successive i vl 1 e secondi continuano a monopolizzare la melodia principale mentre i fiati subentrano solo a evidenziare gli accordi a valori larghi, climax armonico.
A 6 batt dopo num 6 i legni raddoppiati in ottava espongono un breve inciso melodico che contribuisce ad acquetare la dimensione sonora (un poco ritardando è la richiesta agogica).
A num 7 ed 8 archi e fiati dialogano.
Nel pieno orchestrale il classico tutti .
Interessante * l’effetto onde dei violini I e II con tremolo delle viole, e staccato dei celli di seconda minore e fiati tenuti a valori larghi, il tutto in crescendo progressivo.
Dopo la doppia sbarra viole celli e bassi riprendono il tema cui rispondono i fiati ; tremolo dei primi e dei secondi .
Il climax di num 9 è composto dalle frasi di quarti reiterati in progressione ascendente degli archi bassi, raddoppiati dai fagotti, tremolo di violini primi e secondi accentati nel primo quarto raddoppiati dai corni, legni in ottava con figura di ottavi che orlano a mo’ di acciaccatura.
7 battute prima di num 10 i fiati diventano protagonisti melodici (..) ma la stessa frase è ripresa dalla massa degli archi: il peso dei fiati è minore.
A num 10 i fiati si limitano a pennellare conferendo più forza nel momento in cui gli archi arrivano all’apice delle scale cromatiche ascendenti di quarti.
Il climax accordale di battuta 1 prima di num 11 è sottolineato dal colpo del timpano con non era mai comparso: il tutto è raggiunto con un certo sforzo conferito dall’accento del quarto in levare dei contrabbassi raddoppiati dai legni ( che però non si sentono quasi).
Dopo la gran pausa si ricrea quanto era successo a pg 10 : per accrescimento del materiale, prima il corno tenuto, poi l’accompagnamento degli archi ed ecco i legni col tema.
A num 15 Il tema torna ai violini primi, accompagnati dal rullo pp del timpano.(la dolcezza del tema viene contaminata da una connotazione tensiva ).
A num 16 l’orchestrazione si alleggerisce per dare spazio al canto dell’oboe: i violini si comportano come i legni utilizzando l’elemento figurale terzine.
Con il crescendo progressivo dell’orchestra l’oboe viene sostenuto dal flauto.
A num 19 si conclude il lungo climax con tutti.
Analogamente al fugato degli archi poco dopo num 14, i fiati 2 batt dopo 19 riespongono il tema dell’amata in ordine: fl, cl, oboe che volge la melodia al minore, seguito dal fagotto che pone la melodia in un contesto armonico interrogativo il tutto accompagnato dagli ultimi sporadici colpi di coda dei contrabbassi che fanno presagire che non siamo troppo vicini alla conclusione..
Infatti segue un altro momento di tutti ff che trova il suo contro climax nel canto lamentoso cromatico discendente dell’oboe che, accompagnato dai quarti in progressione degli archi, rallenta il discorso(al rallentamento concorrono ossia agonica, dinamica in diminuendo, altezze cromatiche discendenti) per reintrodurre il tema dell’amata ai violini; segue sommesso corale a valori larghi con tutti.

II movimento

Prima del tema del walzer vero e proprio vi è un’introduzione con il tremolo dei violini mentre celli e bassi snodano in arpeggio orizzontale gli accordi di riferimento : l’arpa slancia il tutto con un arpeggio di terzine che conferisce movimento alla staticità degli archi.
Il tutto viene contratto fino a srotolarsi nelle scale discendenti dell’arpa e dei fiati pizzicati, degni emulatori.
3 batt dopo 22 compare il tema del valzer, appannaggio dei soli archi.
La frase di risposta vede il timbro complesso generato dall’arpa che si muove in sestine di sedicesime i cui ottavi in battere principali sono evidenziati dal pizzicato dei celli e bassi.
Tra 24 e 25 gli archi sono protagonisti del discorso melodico mentre i fiati intervengono saltuariamente a sottolinearne alcuni momenti.
A 25 vi è una prima variazione timbrica del tema ovvero: la melodia principale resta ai violini primi, mentre viole celli e bassi accentuano il basso; il secondo ottavo è riempito dall’arpa e l’ultimo ottavo dai fiati: si crea così un singolare passamano tra archi bassi arpa e fiati che svolgono sostanzialmente l’accompagnamento al tema del valzer che assume un nuovo colore timbrico.
L’ultima frase del tema del valzer è invece un dialogo fra archi e fiati.
A 26 un’interessante dissolvenza degli archi che crea la giusta atmosfera per l’entrata del tema dell’amata gestito da flauto e oboe: vi è il tremolo dei violini e delle viole che l’accompagnano ma anche il “ribollire” di celli e bassi che già aveva caratterizzato il tema dell’amata nel primo movimento.
Il tema principale passa ora al clarinetto che inizia all’unisono col flauto poi è raddoppiato in ottava dal flauto mentre primi e secondi e successivamente viole e celli espongono frammenti melodici tratti dal tema del valzer.
A num 28 una seconda variante timbrica del tema del valzer: secondi e viole all’unisono celli un’ottava sotto espongono il tema mentre i primi si dilettano in una sorta di abbellimenti sul terzo ottavo, assimilabili sostanzialmente ai gruppetti; i fiati riempiono i primi due ottavi con una coppia di sedicesimi più ottavo che si polarizza orizzontalmente e crea una fascia fissa degli accordi di riferimento.
Dopo 8 battute dall’inizio del tema interviene anche l’arpa ma non si sente fino a quando 8 battute dopo i fiati si fermano sulle sestine ribattute di sedicesimi e l’arpa stessa vede raddoppiare il suo disegno da un’altra arpa nonché da celli e bassi in pizzicato.
A num 29 i fiati eseguono scale ascndenti con note staccate, mentre i celli scendono con una scala a note pizzicate.
5 battute dopo 29 i fiati eseguono quella che era stato motivo degli archi 4 batt. dopo 23

Analogamente a quanto era successo con il tutti orchestrale tra num 17e 18 , a num 31 piccolo flauto oboe e clarinetti eseguono la melodia principale (anche il cornetto) i corni eseguono un ritmo sincopato accentando l’ultimo ottavo, celli e bassi accompagnano pizzicando il battere mentre viole e secondi pizzicano secondo e terzo ottavo, i primi eseguono una variante della figura sestina di sedicesimi.
A num 32 le due arpe esordiscono raddoppiando i fiati nella melodia principale: il ritmo di valzer così cadenzato si scioglie perché non c’è più il cactus e l’accompagnamento di celli e bassi.
Il valzer riprende 11 battute prima di 33 quando subentra l’Animato costituito dalle sestine di sedicesimi che conferiscono movimento.
A pg 52 e 53 assistiamo all’ennesimo tutti: legni, cornetto e primi violini portano avanti la melodia principale desunta dal tema del valzer; accompagnano i bassi e celli col basso, secondi, viole, arpe corni e fagotti riempiono secondo e terzo ottavo.
Vi è l’aggiunta di una figura puntata con trentaduesimo.
Le ultime 4 battute di pg 53 vedono il dissolversi del ritmo principale attraverso gli archi in tremolo
le arpe che arpeggiano terzine veloci oltre che gli accordi su ogni ottavo, e i fiati su accordi fermi.
Il tutto prelude al tema della donna amata la cui linea melodica è condotta dal clarinetto solo e dalla tonica tenuta del corno: la prima frase viene chiusa delicatamente dall’arpa.
Esplode il tutti accordale di pg 55 cui segue un momento analogo a num 5 del I mov.
5 batt dopo num 36 gli archi riprendono il tema del valzer a mo’ di fugato come era successo a num 14 nel I mov creando un’atmosfera convulsa: allo stringendo i fiati e le arpe proseguono su una dimensione accordale mentre gli archi si alternano con le figurazione del valzer.
8 battute prima della fine assistiamo a ciò che era successo anum 9 nel I mov: una stretta successione accordale che sfocia sul ff conclusivo.

IIImovimento

Ritmicamente imparentato

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