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VERDI E IL CINEMA

INTRODUZIONE ALLA CONFERENZA: VERDI E IL CINEMA

 

Devo dire che per me questa è stata un’esperienza unica perchè ho avuto l’opportunità di unire le mie due grandi passioni: la musica operistica e il cinema.

La cosa che mi ha colpito maggiormente è come il cinema abbia utilizzato la musica di Verdi nelle maniere più disparate: quando mi è stato chiesto di collaborare a questo progetto pensavo che il vecchio Verdi  avrebbe fatto la tappezzeria a qualche scena in cui i personaggi del film si ritrovano a teatro, o magari al ristorante , o ancora si sarebbe sentita qualche flebile aria provenire da una radio o da uno stereo, probabilmente per caso…

E invece mi sono resa conto che l’opera cinematografica ha saputo cogliere il significato della musica di Verdi e l’ha saputa sapientemente utilizzare non solo in chiave descrittiva ma anche in chiave ironica.

Mi viene subito in mente il film L’onore dei Prizzi: il don che se ne sta sprofondato in poltrona a fumare il suo sigaro e i picciotti entrano con aria da funerale…Mentre il don li anticipa chiedendo: “Che..e’ morto qualcuno?” dal giradischi si sente:”Questa o quella per me pari sono”.

Per non parlare della velata beffa  ai cantanti che si percepisce nel coro del Nabucco interpretato dai cani nel film di Tessari  o nella spontanea bimbetta che canta “Caro nome”con tanto di acuto nel film “Armonie di gioventù”

Oppure trovo esilaranti i remix verdiani dei vecchietti esperti di musica che si cimentano nell’improvvisazione e nel jazz insieme alla ragazza in “Venere e il professore”.

Inutile dire che i Libiamo della Traviata si sprecano…Ogni film che abbia un brindisi, una festa o comunque dei calici alzati è accompagnato dall’intervallo di sesta maggiore protagonista del brano.

A volte la musica di Verdi diventa una sorta di leitmotiv come nei film” La vita ricomincia” o “Amici miei” dove “Bella figlia dell’amore” è riarrangiato a seconda della circostanza che deve descrivere, dai cori a cappella degli amici, a un sound caraibico o blues.

Devastante invece il ruolo della musica di Verdi in altri film decisamente più drammatici: penso a “La notte di S. Lorenzo” dove il requiem è il collante delle scene più drammatiche così come nel “volo dell’Uccello morto ” ” la colonna infame” o ancora “Le lacrime amare di Petra von Kant”.

Insomma , ho avuto la sensazione che il cinema e la musica operistica insieme funzionino parecchio, se usati con arte!

 

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