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MOSTRA DI ESCHER A PALAZZO REALE

MOSTRA DI ESCHER A PALAZZO REALE

A cura di Mariangela Ungaro

Milano, 15 Luglio 2016


“E’ doveroso per ogni essere umano guardare oltre le grate dell’esistenza e cogliere le infinite possibilità e la bellezza della vita”. (M.Ungaro)

 

 

“A volte è assolutamente necessario cambiare prospettiva nella vita, avere il coraggio di guardare oltre, dare forma e Senso al vuoto, all’ombra, al nulla apparente. C’è infinita bellezza nel mondo”.

(M.Ungaro)

 

https://www.youtube.com/watch?v=oWm-Ri_UQsQ

 

Video amatoriale di Mariangela Ungaro dedicato alla mostra di Escher a Palazzo Reale.

 

Musiche originali di Mariangela Ungaro:

“Esercizi di stile: fuga in stile bachiano”

“Solitudine”

 

Trovo avvilente un solo fatto in tutta la mostra, ben curata ed interessante, alla portata di tutti: il rapporto con la musica e l’eredità di Escher, ridotta al rifiuto dell’autore a concedere i diritti a Mick Jagger per la copertina del suo album.

C’è davvero molto di più: la poetica di Escher ha condizionato sia a priori sia a posteriori moltissima musica colta. La trasformazione di una o più  cellule, con coerenza compositiva, con il giusto collante timbrico, strumentale,  l’evoluzione delle figurazioni ritmiche, è la base di qualsiasi didattica compositiva, e di ogni composizione prodotta con mestiere artigianale, studio accurato e infinita passione.

 

Come in “Metamorfosi” Escher parte dalla parola scritta, che si trasforma in scacchiera, in uccelli, in esagoni, in alveare, nel paese di Atrani, (…) in scacchiera, e ritorna a cerchio parola scritta, così la musica parte da una cellula madre, o più cellule che man mano si modificano con coerenza dall’interno, e generano altre figure ad essa riconducibili.

Tutto ciò non è assolutamente ignorabile.

 

Umanamente parlando, credo che Escher mi abbia lasciato un grande messaggio: anche l’ombra ha la sua ragione d’essere, il vuoto può essere sempre colmato, compreso, e tutto cambia aspetto.

 

La morte e la vita, la luce e il buio, la notte e il giorno, ottimismo e pessimismo, (…) sono assolutamente complementari, e come tali vanno accettati nella loro essenza, che genera completezza.

 

Se a ciò si aggiunge che vi possono essere infinite prospettive, infiniti mondi, allora la Bellezza esplode in tutta la sua essenza, in tutta la sua incommensurabile grandezza, e non si può far altro, per noi comuni mortali, che sentire grande pace e restare in silenzio a contemplare.

 

Grazie.

 

Mariangela Ungaro

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