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CONFERENZE STAMPA SU CINEMA D’ASCOLTO A MILANO

 
 

 

Perché la musica è un linguaggio universale? Come fa ad esserlo? Una pace è davvero possibile se tutti conosciamo -per giunta a priori- lo stesso codice?

 

CINEMA D’ASCOLTO VI ASPETTA IL 16 E IL 17 FEBBRAIO PER LE ATTESISSIME PRESENTAZIONI A MILANO.


Cinema d’ascolto è un viaggio intorno al mondo attraverso le sonorità del cinema.

Un’ indagine approfondita del mondo sonoro di ogni popolo della terra e di ogni singolo individuo. 

Un libro che racconta l’uguaglianza nell’infinita pluralità.





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RAGIONI DEL PROGETTO



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PROGETTO COMPLETO IN 5 VOLUMI

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BUON NATALE TRA MUSICA E CINEMA

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Credo sia giusto che CINEMA D’ASCOLTO rifletta minimamente sulle colonne sonore dei film associati a certe stagioni o festività dell’anno. I film di Natale sono sicuramente i cinepanettoni vari – con buona pace di Confucio che per l’ennesima volta ci ha preso dopo seimila anni- ma si aggiungono degli oramai “evergreen “del grande schermo come “Una poltrona per due” -anche citata nell’ultimo girato di casa Surace, per il capitolo “i tradizionalisti” . Ditemi se sbaglio, ma è la sinfonia italiana di Mozart a fare da fil rouge?

Indimenticabile “E.T. ” di Spielberg con le musiche -ovviamente- di Williams.

Il tema musicale con i ribattuti di legni rendono così perfetta la scena del volo delle biciclette e tutti quegli ottoni e percussioni sui temi epici…e il flauto sovrano simbolo dell’infanzia e forse della buona fede, della speranza, dei sogni. E.T. l’extra-terrestre è un film di fantascienza del 1982 diretto da Steven Spielberg.

Distribuito dalla Universal Pictures, E.T. divenne un successo al botteghino, sorpassando, all’epoca, Guerre stellari come film che ha incassato di più nella storia del cinema.

Il film è uscito l’11 giugno 1982 negli Stati Uniti d’America. Fu ri-distribuito nel 1985, e nel 2002, con l’aggiunta di nuove scene ed effetti speciali migliorati. La pellicola affronta temi cari al regista, come quello della crescita, del rispetto e della tolleranza. Spielberg crede che E.T. rappresenti tutto il suo lavoro.

Per il regista, E.T. aprì la strada a un nuovo genere di film: pellicole più personali, incentrate sulle emozioni e sulle condizioni umane dei protagonisti, come Il colore viola, Schindler’s List e Amistad.

Nel 1994 è stato scelto per la preservazione nel National Film Registry della Biblioteca del Congresso degli Stati Uniti.

Pochi sanno che il film era assolutamente autobiografico: dopo il divorzio dei suoi genitori nel 1960 Spielberg colmò il vuoto causato dall’avvenimento con un alieno immaginario che gli facesse compagnia.

Alcune curiosità: I dottori che lavoravano presso il centro medico dell’Università del sud California vennero reclutati da Spielberg per interpretare i dottori che cercavano di salvare la vita di E.T., in quanto il regista desiderava il massimo senso di realtà e naturalezza possibili.

Non a caso, il regista, per la prima volta nella sua carriera, non ha utilizzato uno storyboard per la maggior parte del film, così da permettere una maggiore spontaneità nelle performance. I tre protagonisti bambini vennero inoltre incoraggiati a improvvisare, inventando dialoghi o singole frasi. La battuta di Gertie, “Non mi piacciono i suoi piedi”, quando vede E.T. per la prima volta fu improvvisata da Drew Barrymore, così come l’intera scena tra l’alieno ed Elliott, dove quest’ultimo mostra i suoi giocattoli. Per la scena di Halloween, i ragazzi si presentarono sul set già vestiti con i costumi. Spielberg ricambiò lo scherzo, dirigendo per l’intera giornata vestito da maestra.

Il supervisore agli effetti speciali Dennis Muren vinse l’Oscar per i migliori effetti speciali.

La musica è di J. Williams, ormai collaboratore abituale di Spielberg; pur potendo lavorare solo e sempre su girati provvisori, senza sonoro né effetti speciali, e dovendo creare una composizione che rendesse simpatico un essere all’apparenza brutto come E.T., sue testuali parole, la colonna sonora è eccellente: Williams vinse l’oscar per il suo lavoro (il quarto della sua carriera) e la musica di E.T. può considerarsi entrata nell’immaginario collettivo. La canto quando vado in bicicletta😂.

Consiglio l’ascolto della scena del volo delle biciclette, che per me è la scena madre del film: il tema agli archi si avvale di corni e legni di sostegno al volo, che suonano con ribattuti leggeri ravvicinati e veloci; vi sono punti di luce con percussioni perchè è un mondo di bambini; i temi sono palleggiati tra legni e ottoni; notevole il contrappunto presente in tutto il brano e anche nelle altre scene.

Da notare come, verso la fine, in concomitanza con la partenza di E.T., il tema fantasy, concitato e fanciullesco, diventi glorioso, epico, pieno di ottoni e percussioni su pedale in tremolo degli archi fissi in adorazione o per lo stupore, tra le luci abbaglianti, la vista degli alieni sotto gli sguardi attoniti: le imitazioni del tema inspessiscono il tessuto tra wind chimes e arpe che creano un crescendo fino all’alternanza tipica V-I delle caldaie dei timpani come si addice ai migliori finali epici orchestrali.

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Un altro film eccezionale è ” la storia infinita” con i suoi temi ricorrenti alla maniera wagneriana. Credo si aggiungerà presto ai palinsesti, la trilogia de “Il signore degli anelli” anche qui il compositore , Howard Shore, enuncia tutta l’enciclopedia dell’orchestrazione e del coro post wagneriana.

Molti i film associati al Natale, tutti dediti ai buoni sentimenti, dal drammatico alla commedia, spesso si svolgono proprio in un contesto natalizio.

Dovessero dare “The family man” non perdetevi proprio all’inizio un esilarante Live di Nicholas Cage, che canta “La donna è mobile” dal Rigoletto verdiano.

(….)

Vi dicevo, nelle pellicole designate come natalizie, i colori, i suoni, i personaggi, sono gli stessi. Nel momento in cui l’uomo ha dato dei simboli a date azioni o sentimenti che prova, sono nati i simboli e quindi i suoni.

Nelle pellicole natalizie non possono quindi mancare le piccole, luminose percussioni, l’oboe, per tradizione, la zampogna, una fisarmonica e magari un violino infreddolito.

Suoni che ci immergono immediatamente e ugualmente nella stessa dimensione temporale. Come se la musica, in un solo modo riconosciuto da tutti allo stesso modo, ci negasse le categorie di spazio e tempo e fosse il vero spirito del Natale che ci fa svolazzare tra le nuvole.

(…)

Sempre a Natale ci vengono proposti i – sempre i stess’- classici film sulla natività. In quelle pellicole il coro è un po’ più preponderante , le voci sono associate a quelle degli angeli, che cantano la gloria del Signore.

(…)


CINEMA D’ASCOLTO I VOL. ora in vendita!

Con Antonio Di Bartolomeo presso Pluriversum Edizioni

 

Il presente lavoro si pone come indagine accurata sui linguaggi cinematografico e musicale, intrecciati indissolubilmente alla storia e alla cultura popolare.

Il cinema ha avuto un ruolo sostanziale nella storia dell’umanità, divulgando alle masse messaggi, cultura, informazioni, valori, bisogni, stili di vita, provocazioni, critiche alla stessa società e inventando nuovi modi per comunicare. La musica, il linguaggio universale per eccellenza, si è strettamente legata al cinema, asservendolo da un lato, ma anche amplificandone i significati, mantenendo le sue caratteristiche linguistiche ed epistemologiche, e andando aldilà della stessa immagine che andava a connotare. La musica si è rinnovata nella sostanza e ha ricreato se stessa seguendo modalità molto precise a seconda dei generi cinematografici che andava a musicare, quando non addirittura creando un sound specifico che nella storia della musica non aveva precedenti.

copertina completa mariangela ungaro

Il primo volume è acquistabile a questo link in assoluta sicurezza

https://www.amazon.it/dp/8885751040/ref=cm_sw_r_wa_awdb_V.E0zb68SFY34

La musica ha il potere di creare o distruggere un film.

La combinazione nel tempo di dinamica, caratteri strumentali e timbrici, volumi, cellule ritmiche, forma, gesti e struttura della composizione, generano tutto il mondo musicale del brano che ascoltiamo e tutte le sue avventure, i suoi sviluppi, le sue tragedie, nemmeno stessimo celebrando una metafora della vita di ciascuno di noi.

Il suono crea gli stati d’animo, ma in realtà siamo noi a percepirli come tali… Perché erano già in noi e lo sono da sempre.

Ascoltando migliaia di film, mi sono accorta che l’Uomo è lo stesso in qualsiasi parte del mondo viva e muoia, soffra e gioisca, aldilà della “razza”, del sesso, del credo politico, della fede religiosa, del territorio e del contesto sociale.

Per ampliare e rendere comprensibile profondamente il suo messaggio, il cinema ha avuto bisogno e ha scelto consapevolmente il linguaggio universale per eccellenza: la Musica.

Ascoltando un film lo si comprende davvero.

Chi mi conosce sa quanto questo progetto mi sia costato, ma io ci ho creduto, ancora una volta. Ringrazio di cuore tutte le  persone che con il loro affetto mi hanno sempre sostenuta e spronata.

Seguiranno altri 4 volumi.

 

 

Grazie.

Mariangela Ungaro

 


CINEMA D’ASCOLTO di Mariangela Ungaro

CINEMA D’ASCOLTO

 Estratti dai 5 volumi

 

CINEMA D’ASCOLTO:

UN VIAGGIO INTORNO AL MONDO ATTRAVERSO LE SONORITA’ DEL CINEMA MONDIALE.

La compositrice e scrittrice Mariangela Ungaro ha ideato e prodotto CINEMA D’ASCOLTO, un viaggio intorno al mondo attraverso le sonorità del cinema mondiale.
La raccolta di saggi tratta in modo piacevole ma dettagliato la storia del cinema di ogni parte del mondo con particolare riferimento alla musica creata apposta o utilizzata per sonorizzare i film, seguendo le tematiche principali della storia di diverse nazioni in ordine cronologico.
Una lettura piacevole per non addetti ai lavori, una raccolta interessante per musicisti e cineasti.
Esistono anche delle puntate radiofoniche prodotte per Radio Diritto Zero, con la regia audio di Emanuele Contreras.

I CONTENUTI:

 

1. CINEMA D’ASCOLTO

Introduzione all’opera, dediche e presentazione

Rudimenti di musica per cinema e teoria musicale generale, il ruolo della musica

Esempi di musica di pubblico dominio nel cinema mondiale

La musica originale per cinema, tecniche compositive e generi cinematografici

 

2. LA MUSICA E IL CINEMA DEI PAESI MEDITERRANEI

Il cinema italiano

il cinema francese

il cinema spagnolo

il cinema greco

 

3. LA MUSICA E IL CINEMA DEI PAESI FREDDI

Il cinema dei paesi scandinavi

il cinema russo

il cinema tedesco

 

4. LA MUSICA DEL CINEMA ASIATICO

il cinema giapponese

il cinema cinese

il cinema koreano

il cinema indiano (Bollywood)

5. IL CINEMA E LA MUSICA DEI PAESI ANGLOSASSONI

il cinema americano

il cinema inglese

il cinema australiano

 

 

 

 

PRESENTAZIONE GENERALE

Il lavoro si pone some indagine accurata sui linguaggi cinematografico e musicale che sono intrecciati indissolubilmente con la storia e cultura del popolo a cui entrambi danno voce.
L’originalità dell’opera è innanzitutto il suo raggio d’azione mondiale, mentre i saggi esistenti si limitano ad indagini più monografiche, spesso per genere cinematografico (il film musicale, il cinema muto, il cinema 3D) oppure per autore (il cinema di Argento, il cinema di Fellini e così via..) o semplicemente per epoca storica.
“Cinema d’Ascolto” collega tutto il mondo e la sua storia, la sua cultura, e arriva a fare grandi riflessioni a livello socio-psicologico e interculturale, proprio perché ha una visione olistica di tutto il comportamento dei popoli del mondo in un definito periodo storico. “Cinema d’Ascolto” fornisce anche spunti di riflessione sulla cultura dei popoli, di cui il cinema e la musica sono lo specchio esatto e più intimo, atavico, autentico, intrecciato e veritiero.
In un momento di grave crisi culturale come quello attuale, conoscere il linguaggio audiovisivo che fa parte integrante della vita di ciascuno, in modo sempre più olistico e pregnante, e che lega il mondo intero nella sua rinnovata versione globale e tecnologica, è fondamentale per leggere in modo critico e consapevole i messaggi che la società ci fornisce e che, senza le giuste coordinate, rischieremmo di assimilare acriticamente.
Il cinema ha avuto un ruolo sostanziale nella storia dell’umanità, divulgando alle masse messaggi, cultura, informazioni, valori, bisogni, stili di vita, provocazioni, critiche alla stessa società e inventando nuovi modi per comunicare. La musica, il linguaggio universale per eccellenza, si è strettamente legata al cinema, asservendolo da un lato, ma anche amplificandone i significati, mantenendo le sue caratteristiche linguistiche ed epistemologiche, e andando aldilà della stessa immagine che andava a connotare. La musica si è rinnovata nella sostanza, e ha ricreato se stessa seguendo modalità molto precise a seconda dei generi cinematografici che andava a musicare, quando non addirittura creando un sound specifico che nella storia della musica non aveva precedenti.
La musica in sostanza ha sommato le sue ragioni a quelle del cinema, riempiendo di significato le immagini, talvolta descrivendole alla lettera con timbri, ritmi, intensità, ma anche innalzandosi al di sopra delle parti. A volte la musica ha salvato delle pessime pellicole, altre ha rovinato delle pellicole più che interessanti, perché ha un potere reale che non va assolutamente sottovalutato.
Una ricerca davvero affascinante.
Il lavoro è stato proposto sottoforma di conferenze con audiovisivi a teatri e circoli culturali e come puntate radiofoniche.
Il lavoro è stato proposto nelle sale da concerto, con l’esecuzione dal vivo delle musiche, concerti peraltro realizzati in prestigiose sale italiane come ad esempio la sala Verdi del Conservatorio di Milano che vide nel 2007 e 2010 due concerti per coro, solisti e orchestra con musiche per film orchestrate in originale da Mariangela Ungaro e al teatro Cagnoni di Vigevano nella serata intitolata “Note di stelle” in occasione di un prestigioso festival cinematografico.

CONTATTI:

mariangelaungaro@gmail.com

http://www.stardustgroup.it

 


IL CINEMA AUSTRALIANO E LA SUA MUSICA da “Cinema D’Ascolto” di M.Ungaro

http://www.pensieroplurale.it/cinema-australiano-la-sua-musica/

Pensiero Plurale è l’ideale spazio informativo in cui diverse discipline e contenuti possono liberamente coesistere. Dalla politica allo sport, dalla filosofia all’arte, dalla narrativa al cinema, non ci facciamo mancare nulla.

Proponiamo, stavolta, un’indagine retrospettiva, uno studio articolato e appassionato, che getta un fascio di luce psichedelica sul cinema australiano in rapporto alle colonne sonore.
L’articolo è di Mariangela Ungaro, una delle nostre autrici di punta (che a settembre pubblicherà “Cinema d’ascolto”, ovviamente con il marchio editoriale Pluriversum Edizioni).

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